Roma, Gasperini: "Soulé e Dybala out. Voglio la Champions. Totti? Una risorsa"
Domani alle 20.45, la Roma ospiterà allo Stadio Olimpico la Cremonese di Davide Nicola. Alle 13.30 odierne, Gian Piero Gasperini presenterà il match in conferenza stampa presso l'apposita sala del Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria. Diretta testuale a cura di TMW.
13.10 - A breve la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.
13.30 - Inizia la conferenza stampa.
Pellegrini o Zaragoza sulla trequarti domani?
"Pellegrini non è in calo, ma magari che è un po’ meno brillante. Però io l’ho visto bene e già domani, nelle prossime gare, lui ha sicuramente dato un contributo determinante anche in termini di continuità a questa squadra e tornerà a farlo. Zaragoza, dobbiamo anche dargli un attimo di tempo: appena è arrivato l’abbiamo inserito subito, con una partita, poi un’altra presenza, poi ancora dall’inizio. Ha delle caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere. Poi, sulla continuità e sull’inserimento definitivo con la squadra, valuteremo nelle prossime partite".
Domani ci sono tre diffidati importanti, come si gestiscono? Dybala come sta?
"Domani i tre punti sono fondamentali, quindi dobbiamo cercare di giocare al meglio, al massimo, con grande determinazione, perché non ti regalano nulla: tutte le partite sono difficili da vincere e non possiamo guardare più in là della gara di domani. Paulo domani non farà parte della partita, sta continuando a recuperare e sono veramente dispiaciuto per lui, come per gli altri. Anche Paulo si sta applicando al massimo per cercare di essere presente, però ha ancora un fastidio che glielo impedisce. È molto concentrato nel tentativo di recuperare il prima possibile".
Come si spiega i tanti infortuni?
"Beh, è tipico del gioco del calcio, è sempre stato così. Adesso ancora di più, perché le partite sono veramente tante e, come abbiamo detto, la stragrande maggioranza degli infortuni avviene in gara, visto che si gioca a ritmi molto alti e a volte non si riesce a recuperare al meglio.
Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che raramente si sono infortunati, e qui tocco ferro. Però ci sono stati casi come Dovbyk, Ferguson, Bailey, adesso Dybala, e magari ne dimentico qualcuno: questi hanno avuto infortuni molto lunghi. Se vai a conteggiare le giornate perse, parliamo di giocatori che sono stati fuori tanti mesi e questo incide inevitabilmente.
Di riflesso, tra difesa, centrocampo ed esterni, nell’arco di 40, 50 partite - e magari 60 se arrivi fino in fondo - può capitare che un giocatore come Koné salti due partite, ed è ormai nella normalità. Il problema è quando hai infortuni che durano settimane, addirittura mesi: quello sì che pesa".
Soulé come sta? Chi vede più pronto tra Vaz e Venturino?
"Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi domani non sarà della partita. Speriamo possa esserlo nelle prossime.
Venturino e Vaz sono due giocatori giovanissimi che, appena arrivati, sono stati buttati subito in campo, un po’ per necessità e un po’, devo dire la verità, anche per capire a livello di motivazione cosa possono darci. Sono ragazzi diversi. Venturino è arrivato in prestito, ha fatto qualche partita al Genoa, ha segnato un paio di gol l’anno scorso e quest’anno ha giocato pochissimo. Copre un ruolo in cui eravamo sicuramente carenti anche numericamente, quindi secondo me è un ragazzo che nel tempo potrà darci delle soddisfazioni. Per Vaz è stato fatto un investimento molto importante su un giocatore giovanissimo, che finora si è visto solo a sprazzi ma ha già fatto intravedere qualche gol. Su di lui pesa anche il fatto di quanto è stato investito: altrimenti lo si guarderebbe con un’altra ottica. Io sto cercando di capire velocemente quanto possa essere utile nell’immediato alla Roma, perché nel futuro lo sarà sicuramente. Nell’immediato dobbiamo valutarlo tra partite e allenamenti, capire perché è stato fatto un investimento così importante. Evidentemente ha caratteristiche e qualità, ma non è facile esprimerle subito in un campionato difficile e a stagione in corso come quello italiano".
Sulle polemiche arbitrali?
"Io ho toccato solo alcuni argomenti, e non erano riferiti a episodi specifici, tra l’altro nemmeno legati alla Roma, ma in generale a situazioni che possono essere più o meno favorevoli. Mi riferivo esclusivamente ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che stanno creando problemi e che, secondo me, generano le maggiori discussioni. Si tratta di difficoltà di interpretazione: per gli arbitri, per il pubblico, per i giocatori e per gli allenatori. Questo è un regolamento che oggi non è più condiviso da molti, o quantomeno viene interpretato in modi troppo diversi, fino a giustificare tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito a questo, non a episodi più o meno vantaggiosi per una squadra o per un’altra. I contatti sono parte del gioco. Il calcio è uno sport di contatto. L’ho già detto altre volte: se togli il contrasto, togli un gesto tecnico bellissimo e spettacolare. Se vai a eliminare il contrasto e il contatto, a me il calcio piace molto meno. Il fallo di mano è un problema da sempre, è una questione interpretativa. L’espulsione, invece, è un problema più moderno, recente, probabilmente legato all’uso del fotogramma televisivo. Con il fermo immagine si dice: “il contatto c’è”, e questo finisce per giustificare tutto. È un meccanismo che ha accelerato questa ricerca di una sicurezza assoluta, ma che in realtà crea ancora più discussioni. Non è una questione legata a domenica scorsa, non riguarda solo l’episodio di Bastoni. Se andate a vedere, ci sono almeno altri due casi altrettanto clamorosi. Il tema è generale e riguarda l’interpretazione dei contatti, non il singolo episodio".
Come si spiega l'impatto di Malen? Cosa avete mangiato a cena con Totti?
"Non credo che il campionato italiano sia più difficile di altri, soprattutto per gli attaccanti. Io sono convinto che lui, in quel ruolo, sia determinante. Ha giocato nella nazionale olandese, quindi parliamo di un giocatore importante. L’ho già detto quando lo abbiamo presentato: sono sempre stato convinto delle sue qualità e credo che il motivo principale per cui Malen ha scelto di venire a Roma - poi ce ne saranno stati anche altri - sia stato il fatto che gli ho detto chiaramente: “Tu per me giochi lì”. Spesso è stato utilizzato come attaccante esterno in un 4-2-3-1, finendo largo sia in Inghilterra che in nazionale. Io gli ho detto che può andarci in emergenza, ma che per me il suo ruolo è quello più centrale. Lui voleva questo e credo che sia stata la motivazione più forte che lo ha convinto. Non è vero che un centravanti debba per forza essere alto un metro e novanta. Lui ha fatto campionati importanti, ha giocato nel Borussia e nell’Aston Villa, quindi è sempre stato considerato un giocatore di valore. Però, se devo scegliere, per me il suo ruolo è quello. Poi nel calcio tutto è possibile: in altre situazioni può ricoprire anche altri ruoli. Questa è la mia interpretazione, legata al mio modo di giocare.
Totti? Ma quanto casino per questa cosa. Anche se fossimo andati a cena non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male, perché è capitato tante volte di andare a cena con diverse persone. È una situazione che è venuta fuori così, ma io non ne ho mai parlato né con la società né con Ranieri. Però per me è una grande risorsa, una grandissima risorsa. Io avevo anche delle idee, ma non ne ho mai parlato: è una storia che è stata tirata fuori. Non ne abbiamo parlato con Ranieri, quindi non so bene come si possa sviluppare. Però io la vedo in questo senso: può essere anche una bella opportunità. La vedo bene, sinceramente".
Come è cambiato il suo giudizio sulla piazza di Roma?
"Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri stesso, non solo in presentazione ma ripetutamente in questi mesi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita, di costruzione. Quando parlo di Champions non è perché lo dica solo io: per me esiste solo quello, non esiste altro. Io ho lasciato la Champions per venire qui, e mi manca molto, perché è la competizione più bella da giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione parlando di Champions, si sbaglia di grosso, perché l’obiettivo è mio per primo. Poi bisogna fare i conti con Juventus, Napoli, Atalanta e altre squadre: quello è il gruppo con cui ci si gioca il traguardo. Io sono venuto qui per costruire qualcosa di forte, non per mettere le mani avanti e dire “quest’anno no, l’anno prossimo vediamo". Tutto quello che è stato fatto in questi mesi, compresi il mercato di agosto e quello di gennaio, per me va in quella direzione.
Che in questa città non si possa lavorare non è vero. È difficile lavorare bene, ma non per colpa della città. Dobbiamo lavorare bene qui dentro, fare le cose giuste. La città è sempre piena allo stadio, c’è entusiasmo anche per partite come Cremonese o Juventus. Il punto è lavorare bene dentro il club".
Rispetto alla gara d'andata, a che punto siamo?
"Non lo so, è tutto migliorabile. Rispetto alla partita con la Cremonese dell’andata, ad esempio, non so… ma i ragazzi hanno lavorato e stanno lavorando.
Io ho sempre grande soddisfazione per questo gruppo: per me sono straordinari in tutto. Abbiamo passato e stiamo passando momenti difficili, ma continuiamo ad andare avanti e a tirare dritto".
Cosa si può migliorare secondo lei?
"È difficile per qualunque squadra. Anche altre hanno perso giocatori importanti, però è chiaro che noi in questo momento abbiamo quattro giocatori fuori nello stesso reparto e non sappiamo se e quando li recupereremo. Questo è l’unico punto. Chiuso questo aspetto, stiamo cercando di accelerare il più possibile la crescita di Venturino e di Vaz. Se non fossero arrivati loro sarebbe stato sicuramente più problematico, perché alternative vere non ne avevamo. Il rischio, infatti, è di non recuperare nessuno degli infortunati e speriamo almeno di non perderne altri. Tra quindici giorni torneremo a giocare anche le coppe e quindi avremo di nuovo tre partite a settimana. Per questo motivo stiamo cercando di velocizzare la maturazione e la prestazione di Venturino e di Vaz: in questo momento le alternative sono solo ed esclusivamente loro due. Allo stesso tempo, però, dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da ragazzi così giovani".
Pisilli-Koné può essere una coppia in mediana?
"Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene, quindi in quel reparto abbiamo sicuramente abbondanza. Dobbiamo anche capire, viste le emergenze che abbiamo davanti, se possiamo impiegarli in maniera più offensiva. Però non sono attaccanti veri: possono adattarsi, come può farlo Pellegrini, ma le caratteristiche degli attaccanti sono diverse. È sicuramente il reparto più forte, con più giocatori che stanno rendendo bene. Quando torneremo a giocare le coppe sarà un vantaggio importante, perché le squadre che affrontano più partite e sono impegnate anche in Europa hanno bisogno di una rosa di questo tipo. A centrocampo, da questo punto di vista, siamo sicuramente compatti e ben strutturati".
Cosa è cambiato a livello caratteriale nei singoli dalla gara d'andata? Cosa si aspetta tatticamente dalla Cremonese?
"Secondo me questo è sempre stato un punto di forza, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Io ho avuto un gruppo forte fin dall’inizio, sotto l’aspetto caratteriale è stato fantastico, e me lo ha confermato per tutta la stagione fino a questo momento. Sono sicuro che sarà così anche fino alla fine.
Sotto questo profilo non abbiamo mai sbagliato e credo che il merito principale di questa stagione, almeno fino a oggi, sia proprio questo: la forza del gruppo. Poi, ripeto, tutto è migliorabile, ma dal punto di vista caratteriale è un gruppo straordinario.
La partita sarà difficile. Giochiamo contro una squadra per la quale, in questo momento, i punti iniziano a pesare sempre di più, come per tutte quelle che hanno obiettivi di classifica diversi. Nel girone di ritorno le gare diventano ancora più equilibrate e complicate. Detto questo, è chiaro che noi abbiamo mille motivazioni. In questo momento siamo in una posizione che oggi verrebbe premiata e non vogliamo più scendere. Dipende molto da noi: se non sbagliamo, per gli altri diventa difficile".
13.57 - Termina la conferenza stampa.











