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Roma, Mou non cambia. Come nel 2009: “Peccato non far giocare sempre gli stessi”

Roma, Mou non cambia. Come nel 2009: “Peccato non far giocare sempre gli stessi”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 23 ottobre 2021 08:15Serie A
di Dario Marchetti

Passano gli anni, ma alla fine Mourinho rimane sempre lo stesso. Il profilo pacato, educato e scherzoso di questi primi mesi capitolini è stato solo uno dei suoi tanti stratagemmi comunicativi per il quale è diventato famoso nell’arco dei suoi 25 anni di carriera. Ma si sa, la vera natura dell’uomo prima o poi esce e il 6-1 rimediato in Norvegia contro il Bodo/Glimt ha messo tutto a nudo: tecnico, limiti della rosa e progetto. “C’è differenza tra un gruppo di giocatori e un altro. Ora forse smetterete di chiedermi perché giocano sempre gli stessi”, sono state le parole dello Special One nel post-partita. Dichiarazioni forti, ma non inedite per il portoghese. Nel 2009, alla sua prima stagione all’Inter, fece lo stesso dopo la brutta prova contro la Samp nella semifinale d’andata di Coppa Italia, persa 3-0. "Quando non ci sono tutti - disse Mourinho - la squadra non ha la stessa qualità, ma abbiamo deciso di cambiare perchè è umanamente impossibile giocare tutte le partite con gli stessi. Ma ora forse si sarà capito il perché gioca uno piuttosto che un altro”. Insomma, un film già visto per il tecnico portoghese ma con tutte le differenze del caso. Perché se la lamentela è stata la stessa, difficilmente l’esito della stagione potrà essere uguale perché nel 2009 con i nerazzurri vinsero comunque uno Scudetto. Quest’anno, invece, gli obiettivi sono decisamente altri. Una cosa, però, rimane la stessa: come nel 12 anni fa anche giovedì sera Mourinho ha voluto responsabilizzare tutti, non difendendo i calciatori e mettendo General Manager e proprietà davanti al fatto compiuto. La rosa della Roma è incompleta e serve tempo per costruire un percorso vincente e virtuoso. Un messaggio chiaro lanciato dall’allenatore, forse anche troppo diretto che a detta di molti, addetti ai lavori e non, potrebbe addirittura sortire l’effetto contrario. Perché se da una parte i titolari sentono la fiducia del tecnico, tutti gli altri non vengono messi in condizione di dare il meglio. Ma per Mourinho il punto è proprio questo: chi non è in grado di reggere questo genere di pressione o dichiarazione non è all’altezza della sua Roma.

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