Sprofondo Juventus, Oreggia: "Non c'è uno straccio di gioco, ora tutti in discussione"
"È uno sprofondo, quello della Juventus". Non usa mezzi termini Vittorio Oreggia nel suo editoriale sul Corriere dello Sport dopo il 2-0 subito dai bianconeri sul campo del Genoa. La vittoria di Lecce sembrava poter rappresentare la ripartenza della squadra di Luciano Spalletti, ma secondo il giornalista si è trattato di un "falso storico". La Juventus ha perso tre delle prime nove partite di campionato ed è ferma a 14 punti, all'ottavo posto: il distacco dalla vetta è già di 11 lunghezze e quello dalla zona Champions di sei, con appena 11 gol realizzati. "Perdere così, in maniera imbelle, ancora di più: rimette in discussione tutto e tutti, l'allenatore, l'organico, il progetto societario", scrive Oreggia, sottolineando come il nuovo passo falso apra scenari complicati anche in vista della sfida contro il Napoli.
Oreggia: "Non uno straccio di gioco, non un filo di organizzazione"
A preoccupare è soprattutto la prestazione offerta a Marassi. La Juventus ha incassato due reti nella prima mezz'ora e Oreggia parla di un atteggiamento "indolente", accompagnato da errori diffusi. Nel mirino finiscono diversi singoli: dall'involuzione di Cambiaso alle difficoltà di Kolo Muani, fino alle prestazioni negative di Kalulu, Bremer, McKennie e Alajbegovic. Anche la scelta di Spalletti di modificare la formazione che aveva funzionato a Lecce viene indicata come uno dei fattori che hanno generato confusione. "Non uno straccio di gioco, non un filo di organizzazione", è il giudizio sull'attuale Juventus, accompagnato però da un interrogativo: "Ma, viene da domandarsi, può sempre essere colpa di chi sta in panchina?".
Juventus in difficoltà anche mentalmente: contro il Napoli aumenta la pressione
Secondo Oreggia, di fronte a un Genoa aggressivo e ben organizzato da De Rossi, la Juventus ha perso rapidamente distanze e compattezza, allungandosi e mostrando nuovamente una forte fragilità mentale. Neppure il centrocampo si è salvato: Douglas Luiz non ha ripetuto la prova di Lecce, mentre Sarr ha evidenziato limiti nella gestione del pallone. Nella ripresa Spalletti ha provato a rivoluzionare la squadra inserendo Zhegrova, Woltemade, Cabal, Boga e Koopmeiners, senza però trovare una vera reazione. Il risultato è una Juventus nuovamente dentro la crisi dopo l'illusione di Lecce e attesa adesso da una sfida particolarmente delicata contro il Napoli: una partita alla quale i bianconeri arrivano con appena 14 punti e molte delle certezze ritrovate pochi giorni fa già nuovamente svanite.






