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Buscè alla vigilia di Foggia-Cosenza: "Gara trappola. Servono equilibrio, intensità e testa forte"

Buscè alla vigilia di Foggia-Cosenza: "Gara trappola. Servono equilibrio, intensità e testa forte"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 22:19Serie C
Alessandra Stefanelli

Alla vigilia della trasferta di Foggia, Antonio Buscè analizza i temi più delicati del momento in casa Cosenza: dalle turbolenze generate dal caos Rimini alle voci di mercato, passando per la gestione del gruppo e le condizioni fisiche di alcuni giocatori.

Sul caso Rimini e sulle indiscrezioni che coinvolgono diversi profili, il tecnico invita alla calma:
“Quando accadono situazioni così, è normale che le società guardino a giocatori utili. Ma non deve destabilizzare niente. Ho giocato vent’anni: le voci ci sono sempre, a luglio come a gennaio. Un giocatore forte non si lascia condizionare. Siamo professionisti: serve equilibrio”.

E proprio l’equilibrio è il concetto chiave ribadito più volte:
“In uno spogliatoio intelligente, nuove energie possono rafforzare la squadra. Abbiamo infortuni, imprevisti, campi pesanti: fa parte del calcio. Chi arriva deve avere la bava alla bocca, non essere una prima donna”.

Sulla gara di Foggia Buscè è chiaro: sarà una sfida difficile, “una partita trappola”.
“Affrontiamo una squadra che ha bisogno di punti, come il Latina due settimane fa. Sarà una gara sporca, di pazienza e forza mentale. Non sono partite belle da vedere, ma vanno vinte con intensità e ordine”.

Non manca l’elogio alla mentalità dei suoi:
“Questa squadra ha sempre tirato dritto, come cavalli con i paraocchi. Anche nelle difficoltà abbiamo mantenuto la strada giusta. I ragazzi stanno dimostrando attaccamento: Ricciardi che stringe i denti, Cannavò, Caporale, Contigliano, Achour… tutti”.

Capitolo infermeria: situazione complessa ma sotto controllo.
“Ricciardi ha un problema al piede ma non vuole fermarsi. Dalle Mura e Ferrara sono stati gestiti, Dametto si è allenato tutta la settimana. Valuteremo Cannavò come esterno basso. È normale avere acciacchi: freddo e ritmi incidono”.

Infine un pensiero personale sul Rimini:
“Mi hanno chiamato ieri. Dispiace tantissimo. È uno smacco per il calcio italiano vedere una squadra ritirarsi a metà stagione. A Rimini ho vissuto bene, ho vinto un trofeo, è una piazza importante. Perdere società così è un peccato enorme”.

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