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Palermo, Inzaghi: "Questa squadra non ha niente da invidiare a nessuno"

Palermo, Inzaghi: "Questa squadra non ha niente da invidiare a nessuno"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Daniel Uccellieri
Oggi alle 20:11Serie B
Daniel Uccellieri

Filippo Inzaghi, tecnico del Palermo, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Juve Stabia:

Dopo aver perso a Pescara, il Palermo ha reagito subito e, dopo tre giorni, ha battuto in casa il Mantova nel turno infrasettimanale. Ritengo che sia questo un esempio positivo da cui trarre insegnamento, da cui prendere spunto in vista di domani.
"Dopo le vittorie, dopo le sconfitte, dopo i pareggi bisogna sempre cercare di guardare alla partita successiva. Sono molto tranquillo, sereno. Nel senso che ci è dispiaciuto, ma ormai la partita di Monza va archiviata; va tenuto tutto quello che di buono abbiamo fatto. Sicuramente quello che non è buono è il risultato, però questo è il calcio: dobbiamo essere bravi a ripartire subito. Abbiamo una grande occasione e sono contento che, dopo tutto quello che ci è successo, si possa giocare subito. Abbiamo un debito incredibile verso questa gente che è stata straordinaria, che ha capito il tipo di partita che si è fatta e ci ha accolto in quel modo. So che i ragazzi non vedono l'ora di giocare: dobbiamo ritornare subito a vincere e ripartire come abbiamo sempre fatto in casa in queste ultime partite".

Il Palermo in questo campionato finora non ha segnato solo in 7 partite, però sono 7 gare contro squadre di prima fascia. Le tre squadre che vi precedono, il Modena nel girone di ritorno e poi Juve Stabia e Catanzaro. Le chiedo se è un dato che la preoccupa o un dato clamoroso, perché il Palermo ha il terzo miglior attacco del campionato e vanta in organico il capocannoniere della categoria.
"Non lo so, l'ultima partita a Monza dice che abbiamo fatto 17 tiri in porta; a volte penso sia frutto del caso. Ogni partita ha una storia a sé, non guardo queste cose. Sicuramente, se è successo, bisognerà migliorare in questo tipo di partite. Non è questo il problema: dobbiamo ripartire e fare quello che abbiamo fatto in queste ultime gare, perché l'abbiamo fatto bene, soprattutto in casa. Ogni partita nasconde delle insidie. Tutto quello che di buono si è fatto - o di meno buono - dopo la partita va cancellato o migliorato, ma va tenuto ciò che di positivo è rimasto. Poi bisogna cercare di fare un'altra grande partita perché lo impone la nostra classifica, lo impone il nostro stadio e abbiamo voglia di ritornare a vincere subito. Quando sei abituato a perdere poco, quando perdi ti brucia forte e speri di ripartire subito".

Classifica alla mano, la preoccupa la risalita del Catanzaro nelle ultime settimane? Che cosa ritiene che in questo momento abbia in meno il Palermo rispetto alle squadre che vi precedono, ovvero Venezia, Monza e Frosinone?
"Quello che abbiamo in meno in questo momento sono i punti, però io penso che questa squadra non abbia niente da invidiare a nessuno. Sappiamo della nostra forza, sappiamo che in quello che abbiamo fatto in queste ultime 18-19 partite - ed è sotto gli occhi di tutti - ne abbiamo perse solo due. Purtroppo non avremmo voluto perdere neanche quelle, però dobbiamo accettare il risultato del campo. Io mi auguro che, se su 19 ne abbiamo perse due, significhi che la nostra normalità debba essere quella di vincere e cercare di portare a casa punti importanti. La classifica la guarderemo dopo l'ultima giornata. Adesso abbiamo il dovere di fare più punti possibili, perché non dobbiamo avere nessun rimpianto se succedesse che davanti a noi qualche squadra perdesse punti. Noi dobbiamo mantenere una classifica importante e dare seguito alle prestazioni che abbiamo fatto. Non è una sconfitta che può scalfire tutto quello che di buono abbiamo fatto, soprattutto se viene in un determinato modo come è avvenuta, al di là del punteggio. Tutto questo ci deve far sentire forti, ci deve far sentire nel nostro stadio. Quello che abbiamo fatto nel nostro stadio lo sappiamo e dobbiamo continuare a farlo".

Di ritorno da Monza lei ha detto ai tifosi che "se siamo questi, in Serie A ci andiamo". Le chiedo quali segnali della squadra, sotto il profilo tecnico, mentale e di identità calcistica, le hanno fatto maturare un'affermazione così importante?

"Non è stata solo la partita di Monza, sono state queste 19 partite che mi hanno fatto maturare la convinzione che sia tutto nelle nostre mani. Ho detto quello che penso sinceramente. Poi dovremo sempre essere all'altezza, dovremo sempre essere forti. Non è che si raggiunge il nostro sogno con le parole. Se saremo "questi", lo dicono i numeri delle ultime 19 partite. Non so se saremo secondi in classifica con il rendimento delle ultime 19 gare, ma questa è la strada che dobbiamo continuare. Se l'abbiamo fatto per 19 partite, non vedo perché non lo possiamo fare per le ultime otto. Dobbiamo continuare così e poi tireremo le somme a fine campionato. Se quest'estate ci avessero detto che ora eravamo qui a lottare con tutti, e anche a sperare che dopo una sconfitta avremmo trovato tutti questi tifosi nel piazzale, probabilmente non ci avremmo creduto. È successo perché sicuramente la squadra sta dimostrando qualcosa. Sta dimostrando che, anche nelle poche sconfitte recenti, comunque lotta e combatte, ed è quello che avevo chiesto. Però ogni partita è un esame e già da domani dobbiamo ritornare a vincere perché lo impone la classifica e lo impone quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi".

Domani dovrà fare a meno di Ranocchia, assente per squalifica. Cosa le mancherà oltre a lui? Potrebbe esserci un ballottaggio tra Le Douaron e Johnsen? Cosa le dà un giocatore rispetto all'altro sulla trequarti?
"Al posto di Ranocchia giocherà Blin, perché non ci mancherà niente. Anche se Ranocchia sta facendo benissimo, Blin è un grande giocatore e un grande uomo, e sono sicuro che domani farà una grande partita. Su Le Douaron e Johnsen ho il dubbio; ho dubbi anche su Vasic e Palumbo perché sono tutti forti. Ognuno ti dà determinate caratteristiche, non è che sto a elencarle io. Tutti sappiamo quello che ci dà un giocatore o l'altro, li conoscete meglio di me. Dovrò capire chi sta meglio e che tipo di partita sarà. Tre o quattro giocatori freschi li metterò dentro perché abbiamo bisogno di energie. Abbiamo giocato poche ore fa, chiaramente non stravolgerò la formazione. Qualche cambio in più lo farò a Padova, perché questa rosa mi garantisce il fatto di poter cambiare e poter ottenere, mi auguro, lo stesso risultato".

Dopo una sconfitta con il Monza e in vista di due partite importanti, come si approcciano queste due gare a distanza di quattro giorni l'una dall'altra?
"Semplicemente penso gara dopo gara. Il mio pensiero unico è la Juve Stabia perché sappiamo che è un'altra gara molto complicata. Mi auguro che la gente ci dia una grande mano perché la Juve Stabia è meritatamente in una posizione playoff. Abbiamo già pagato caro all'andata quel tipo di partita, per cui sappiamo che per vincere ci vorrà, come sempre, il migliore Palermo. Noi ci concentriamo su questa partita. Ho già detto che qualche forza fresca la metterò perché è impossibile pensare che gli stessi che hanno giocato poche ore fa possano essere ancora tutti al cento per cento. Però io penso che la gara più complicata sia la terza in una settimana. In questa seconda sfida nel nostro stadio, con quello che questi ragazzi hanno sentito dopo la partita con tutta quella gente nel piazzale, penso che domani tutti vogliano giocare".

A proposito dell'approccio dei subentrati nel secondo tempo: penso a Rui Modesto che ha impattato bene, Johnsen ha impattato bene. Ti chiedo se è la risposta che ti aspettavi, considerando che è stato il Palermo a fare la partita a Monza. Che sensazioni ti hanno dato i subentrati? E a proposito del cambio modulo fatto nel secondo tempo: può essere una strada da percorrere magari dal primo minuto nelle prossime partite?
"Io mi auguro sempre che i subentrati facciano bene. Ho sempre detto che per me chi entra è più importante di chi gioca dall'inizio: la differenza ormai la fanno i cinque cambi. Dal sessantesimo al novantesimo si gioca una nuova partita. Io la penso così, cerco di trasmetterlo e molte volte quelli che sono entrati ci hanno dato tanto. Riguardo al cambio modulo: è inutile in questo momento pensare di cambiare un sistema che ci ha portato fin qui, è difficile. Però durante la partita penso che quello provato nell'ultima mezz'ora sia un sistema di gioco che la squadra può fare per caratteristiche. Per cui, durante la gara - speriamo non troppe volte, perché se ci mettiamo così è perché dobbiamo recuperare - potrebbe venirci utile".

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