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Bologna, Maresca vede rosso, ma l’errore di Skorupski spalanca la crisi

Bologna, Maresca vede rosso, ma l’errore di Skorupski spalanca la crisi
Oggi alle 09:15Serie A
Leonardo Nevischi

A Marassi il Bologna assapora per un’ora il ritorno di sé stesso, poi si perde di nuovo. E nel modo più crudele possibile. Avanti di due reti, padrone del campo e della partita, i rossoblù vedono sgretolarsi tutto in pochi minuti, travolti dal Genoa che ribalta il risultato fino al 3-2 finale. Un ko che pesa, non solo per la classifica, ma per come matura: tra errori individuali, una gestione arbitrale discutibile e la sensazione che ogni fragilità, in questo momento, venga puntualmente a galla.

Il Bologna, finalmente, non parte con l’handicap. Approccio giusto, intensità, personalità: per lunghi tratti sembra davvero tornato quel Bologna capace di comandare il gioco e indirizzare le partite. Il doppio vantaggio è la naturale conseguenza di una squadra ordinata, aggressiva e lucida.

Poi arriva l’episodio che cambia tutto. Skorupski esce fuori area e commette fallo su Vitinha: per l’arbitro Maresca è rosso diretto per Dogso. Una decisione che lascia più di un dubbio e che, nonostante il richiamo all’On Field Review del Var Maggioni, viene confermata. Ed è qui che la partita gira definitivamente.

L’espulsione del portiere polacco – al rientro in campionato dopo 77 giorni di stop per l’infortunio contro il Napoli e già reduce dall’errore pesantissimo di giovedì contro il Celtic – lascia il Bologna in dieci e improvvisamente fragile. Al suo posto entra Ravaglia, che finisce però per diventare protagonista in negativo: complicità evidente sulla punizione di Malinovskyi, mancata uscita in occasione del gol di Ekuban e posizione rivedibile sul tiro a giro di Messias che completa la rimonta del Genoa.

Errori, sì. Ma non solo. Perché resta il fatto che l’espulsione di Skorupski appare eccessiva. Quando un portiere commette fallo fuori area il rosso è spesso automatico, ma in questo caso i parametri del Dogso non sembrano tutti soddisfatti: dietro la linea del pallone ci sono quattro difendenti, Lykogiannis prova a rientrare e a chiudere Vitinha, Heggem è già in area potenzialmente sulla traiettoria di tiro, e lo stesso attaccante del Genoa sta portando il pallone verso l’esterno.

A confermare i dubbi è anche l’ex arbitro Gianluca Calvarese: “Dal campo Maresca estrae un cartellino rosso per Dogso, ma viene richiamato al Var proprio per valutare una possibile revoca. Dopo la revisione però l’arbitro conferma il cartellino rosso: sbagliando. Manca il parametro relativo al numero dei difendenti. Se anche solo uno dei quattro criteri non è soddisfatto, il provvedimento corretto è il cartellino giallo”.

Sulla stessa linea Vincenzo Italiano, visibilmente contrariato in conferenza stampa: “Fino al 60’ eravamo stati perfetti, poi è successo quel che è successo. Per me c’erano tanti difensori davanti alla palla e pensavo sinceramente che dopo la revisione al Var Maresca cambiasse il colore del cartellino”.

Resta il risultato, però. E resta una classifica che ora fa paura. Una sola vittoria nelle ultime dieci partite di campionato, appena 6 punti raccolti su 30 disponibili: numeri che certificano il momento più delicato dell’era Italiano a Bologna. Le attenuanti non mancano, tra episodi arbitrali e infortuni, ma la sensazione è che la squadra sia entrata in una spirale pericolosa, dove ogni partita persa lascia strascichi sempre più profondi.

E come se non bastasse, all’orizzonte c’è il Milan vicecapolista. Un altro esame durissimo, in un momento in cui il Bologna avrebbe bisogno soprattutto di certezze. Quelle che, a Marassi, sono durate appena un’ora. Poi, ancora una volta, è tornato il buio.

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