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Prima Bremer, ora McKennie e lo 'scontro' Spalletti-Conceição. Juve, che succede in spogliatoio?

TMW
Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 12:53Serie A
29.10.2026 12:53Serie A
Le parole pronunciate ieri dallo statunitense riaccendono i riflettori su uno spogliatoio, quello bianconero, che ormai è una polveriera
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Si dice che una delle regole d'oro nel mondo dello sport, e in particolare nel calcio, sia che ciò che succede nello spogliatoio rimane nello spogliatoio. Per questo motivo forse non sapremo mai ciò che realmente sta accadendo tra le quattro mura della Continassa. Una cosa, però, è certa: negli ultimi tempi la Juventus non ha fatto molto per spegnere le voci che descrivono uno spogliatoio tutt’altro che sereno, al punto da far pensare a una vera e propria polveriera pronta a esplodere. A Marassi la Juve era chiamato a confermare le buone sensazioni che aveva lasciato Lecce e invece pronti via, la squadra si è ritrovata sotto 2-0 dopo mezz'ora con un lassismo e una superficialità che ancora una volta hanno lasciato Spalletti senza parole dopo la partita e con quello sguardo di rassegnazione che proprio non promette nulla di buono.

McKennie sulla scia di Bremer

Chi invece ha parlato in modo netto, dopo la partita, è stato Weston McKennie, alimentando, seppur in modo certamente più diplomatico, quella miccia che Bremer aveva appiccato dopo il ko contro la Lazio. "È inutile parlare nello spogliatoio, parlare di tattica, se poi in campo non mettiamo energia", le parole dello statunitense. E ancora: "Si va in campo in undici: serve fare quei cinque metri in più, quella corsa all'indietro in più, quella lotta per il compagno. Dobbiamo dare di più". Insomma, a differenza di Bremer, che aveva puntato il dito contro alcuni compagni, McKennie non si è tirato fuori da questo discorso ma le parole (e le critiche) ricalcano quelle del capitano: in questa Juventus qualcuno non sta dando il 100%.

Spalletti, servono risposte prima della sosta

Due indizi, tre se consideriamo anche il botta e risposta di Vigo tra Spalletti e Conceicao per il cambio di quest'ultimo, che iniziano a dare una netta prova. Adesso sta al tecnico toscano provare a invertire la china nelle partite che lo separano dalla sosta. Per sua fortuna (o sfortuna) la frenesia di questo calendario può permettergli già di invertire pagina e di pensare a domenica, quando allo Stadium arriverà il Napoli. Tre appuntamenti che potrebbero rivelarsi decisivi per delineare il futuro di Spalletti sulla panchina bianconera, mentre sullo sfondo si fa sempre più ingombrante l'ombra di Antonio Conte.

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