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Petrone: "Arezzo-Ascoli decide il campionato. Gallo merita la B più di chiunque altro"

Petrone: "Arezzo-Ascoli decide il campionato. Gallo merita la B più di chiunque altro"TUTTO mercato WEB
Daniel Uccellieri
Oggi alle 18:33Serie C
Daniel Uccellieri
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A Tutta C
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Mario Petrone, tecnico che in carriera ha allenato Rimini, Catania e Ascoli fra le altre, è intervenuto nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre.

Partiamo da quello che è probabilmente lo scontro più atteso del weekend nel Girone B, l'unico dove c'è ancora tutto in gioco: lo scontro diretto tra Arezzo e Ascoli, separate da cinque punti. Una vittoria dell'Arezzo riaprirebbe il campionato, mentre un successo dell'Ascoli permetterebbe alla squadra di Bucchi di fuggire via. Che partita si aspetta?
"Secondo me questa partita decide le sorti del primo posto. Anche se mancheranno sei partite dopo questa, per l’Ascoli portare a casa la vittoria significherebbe mettere realmente pressione all’Arezzo e poterla spuntare fino alla fine. Mi aspetto una gara con pochi tatticismi. L'Ascoli ha un solo risultato a disposizione, ma non credo che l'Arezzo farà una partita di contenimento. Le statistiche difensive sono simili, ma l’Arezzo ha sempre dimostrato di voler fare la partita. Magari non lo fa per tutti i 90 minuti, ma quando decide di alzare il livello ha dimostrato di essere tra le più forti. Per chi segue la Lega Pro, è una sfida da non perdere."

Mister, partite del genere si preparano in modo diverso o si preparano da sole vista la posta in palio?
"Quando incontri la prima in classifica sono sfide che si preparano da sole; il giocatore percepisce l'importanza a prescindere dal distacco. Domenica scorsa il Bra ha perso 4-0 con l’Arezzo, ma sicuramente avevano preparato il match al meglio ed erano motivatissimi. Qui però c'è una "partita nella partita": non affronti solo la capolista, ma hai la possibilità reale, nelle successive sei gare, di fare il passo decisivo per il sorpasso."

L'ultima volta che ci siamo sentiti il Vicenza non aveva ancora la certezza matematica della promozione. Ora è arrivata: un'annata straordinaria e un campionato dominato.
"Assolutamente sì. Quel giorno ci eravamo sentiti nel pomeriggio e avevamo pronosticato la vittoria casalinga, e così è stato. Ripeto quanto detto allora: società, pubblico, città e settore giovanile hanno fatto un lavoro immenso. Non è facile vincere un campionato con 6-7 giocatori del territorio provenienti dal vivaio. Conosco bene quella realtà per averci lavorato assieme a Bassano, conosco l’entourage e so come lavorano: non mi meraviglio del risultato. Mi dispiace solo sia arrivato dopo 2-3 anni, ma è un successo meritatissimo. Quando sento il Presidente Renzo Rosso parlare del futuro, rivedo la mentalità di Bassano. La Serie B non è una passeggiata, gli investimenti aumentano ed è un campionato difficilissimo. Spero che questa vittoria anticipata permetta loro di preparare una B da protagonisti, dando continuità ai giovani che si sono messi in mostra in Lega Pro."

Si riparte dalla certezza di Mister Gallo in panchina, confermato subito dopo la gara con l'Inter Under 23. È lui l'arma in più?
"Sono d'accordo, società e allenatore hanno preso la decisione giusta. Io sono per un calcio meritocratico e Gallo merita il salto di categoria più di chiunque altro. Lo dico senza mezzi termini: ci sono allenatori che arrivano in Serie B o in A senza aver mai centrato nemmeno un playoff a tre, come si faceva anni fa, o che ci arrivano partendo dal decimo posto. Preferisco i profili come Gallo che si guadagnano la chance sul campo con il lavoro."

Sui playoff c'è un dibattito aperto: partecipano quasi 30 squadre fino al decimo posto. C'è chi apprezza l'interesse vivo fino alla fine e chi pensa siano troppe. Lei che ne pensa?
"La finalità è creare interesse in classifica fino all'ultimo, dando motivazione a tutti. Poi è chiaro che in ogni girone ci sono 2 o 3 squadre con una marcia in più per arrivare in fondo, ma i playoff sono un torneo a parte. Tra squalifiche, infortuni e cali di forma dopo 38 partite, tutto può succedere. Al di là del numero di squadre, i playoff vanno affrontati e vinti sul campo dimostrando di essere i più forti. Sul Girone B ho le mie idee, ma preferisco aspettare di vedere come finisce il campionato perché è ancora tutto aperto."

Da allenatore, è meglio riposare i primi turni arrivare alla fase nazionale con il ritmo delle partite giocate?
"Dipende. Se devi recuperare infortunati di lungo corso o acciacchi dell'ultima ora, i 15 giorni di sosta sono fondamentali. Però rischi di incontrare una squadra che arriva sulle ali dell'entusiasmo e della forma fisica e che va al doppio di te. È un po' il cane che si morde la coda. Di certo, chi ha organici completi ha la forza per gestire quelle 4 partite decisive con più serenità."

Nel Girone C siamo al primo "match point" per il Benevento. Il vantaggio sul Catania è enorme: sente la pressione o arriverà con tranquillità?
"Il Benevento può permettersi persino un passo falso senza problemi, anche se non credo accadrà perché sono in un momento di grande serenità. Inoltre, dietro di loro non stanno viaggiando meglio. Il Benevento ha una gara difficile, ma il Catania va a Latina che è un campo ostico. Per me il Benevento ha già vinto il campionato: se non sarà in questo turno, sarà nel prossimo."

Infine, lo scossone in coda: nuova penalità per il Siracusa e il Foggia che prova a rialzarsi dopo un periodo complicatissimo. Chi vede favorito per evitare il baratro?
"La classifica dice Siracusa 22 e Foggia 23, ma io vedo favorito e molto più motivato proprio il Siracusa. Il fattore psicologico è fondamentale. Domenica c'è Foggia-Trapani e per il Foggia è l'ultima spiaggia, hanno un solo risultato. Il Siracusa invece sta avendo una continuità e un trend molto positivo. Non credo ci sarà il problema del distacco degli 8 punti tra penultima e ultima perché le squadre in coda stanno facendo risultati."

Nonostante le penalizzazioni pesantissime (11 punti totali), il Siracusa reagisce sempre sul campo. Sintomo di un gruppo solido?
"Assolutamente. Da fuori si percepisce uno spogliatoio e un gruppo che vuole centrare l'obiettivo nonostante le difficoltà extra-campo. Ho visto il Siracusa ultimamente: è una squadra brillante, risponde colpo su colpo, ha velocità nelle ripartenze. Senza quegli 11 punti sarebbero quasi fuori dalla zona playout, il che per una neopromossa è tantissimo. Se il Trapani dovesse perdere col Foggia, subirebbe un colpo psicologico durissimo, mentre il Siracusa ha tutte le carte in regola per entrare nella storia della Lega Pro salvandosi nonostante tutto."

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