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Ceferin: "Juve, Real e Barça difendono la Superlega e vogliono la Champions: sono basito"

Ceferin: "Juve, Real e Barça difendono la Superlega e vogliono la Champions: sono basito"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 29 maggio 2021 16:38Serie A
di Michele Pavese

Aleksander Ceferin è tornato a parlare dei tre club "dissidenti" (Real, Barcellona e Juventus) e lo ha fatto da Porto, dove stasera si giocherà la finale di Champions League. Ai microfoni di Sky Sport, il presidente della UEFA ha attaccato nuovamente la Superlega: "È stato difficile gestire quelle 48 ore perché non sapevamo cosa stesse succedendo. Ma tutta la comunità europea si è schierata. Era un progetto senza senso. Cosa rischiano Juventus, Barcellona e Real? Il nostro comitato disciplinare è indipendente, quindi non so niente: né quale sarà la portata della pena, né quando sarà resa nota. La cosa che mi lascia basito è vedere che pubblicamente difendano la Superlega ma che poi vogliano giocare la Champions. È difficile capire cosa vogliano davvero. Ci può essere un dialogo? No, perché loro mandano solo lettere formali all’Uefa e agli altri 9 club che sono usciti dal patto. Loro non comunicano, avrebbero dovuto chiamarci per un incontro. È un approccio strano".

Cosa può succedere in caso di esclusione: "Non possono paralizzare nulla, al massimo solo loro stessi. È strano leggere comunicati di questi tre club rispetto a centinaia di altri club. Si può intuire cosa i 244 club che fanno parte dell'ECA pensino. Le tre società pensano che con i soldi si possa fare tutto, ma non è un approccio corretto. Vogliono giocare la Superlega? Che la giochino. Ma poi non possono dire di voler giocare la Champions. Temo un nuovo caso Bosman? No, è differente".

Il ritorno del pubblico: "Per noi è un momento molto emozionante, come rivedere 9mila spettatori in Europa League. Abbiamo vissuto una storia triste del calcio senza tifosi, ma ora penso che siamo alla fine del tunnel. Il calcio senza tifosi non è la stessa cosa: calcio è con i calciatori e con i tifosi. È impostante constatare quanto sia diverso il calcio rispetto agli anni scorsi".

Il rapporto con la FIFA: "Un rapporto corretto, spesso i media ingigantiscono. Se siamo d'accordo per il 90% e in disaccordo sul resto, si bada più a quel 10. Siamo sostanzialmente in buoni rapporti, qualche volta discutiamo ma perché abbiamo interessi diversi".

Final Four in Champions: "Ne stiamo parlando e potrebbe essere una buona ida. Avremmo una settimana di calcio e quattro grandi squadre impegnate in match intensi. D'altra parte, le società avrebbero meno incassi e anche meno introiti per i diritti tv, perdendo una partita. Ci sono diversi aspetti su cui discutere".

L'abolizione della regola del gol in trasferta: "Ieri non ero presente alla riunione del Comitato, ma si sono dimostrati favorevoli e anche io credo che si tratti di una buona soluzione. I tifosi vogliono vedere partite più entusiasmanti e ricche di gol. Avremo forse più tempi supplementari".

L'Europeo: "Un format particolare, è stato speciale pianificarlo fin dall'inizio. Da 13 città siamo passati a 11, con 11 Paesi coinvolti. Con il Covid di mezzo è stato difficile, diciamo che non avrei mai immaginato un anno più difficile di questo. La situazione cambia giorno dopo giorno, speriamo vada tutto bene. La prima partita a Roma? La FIGC è stata arguta a cogliere l'occasione. Poi è una città bellissima, sarà bello cominciare lì. Una scelta semplice e logica".

Il calcio del futuro: "Credo che siamo sulla buona strada. Non cambierà molto perché la tradizione è importante. I giovani sono sempre interessati a questo sport, chi dice il contrario dice il falso. Il calcio non è mai stato popolare quanto oggi".

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