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Como, Fabregas: "Moreno ha 33 anni, se giocherà qui o da un'altra parte vedremo"

Como, Fabregas: "Moreno ha 33 anni, se giocherà qui o da un'altra parte vedremo"TUTTO mercato WEB
Yvonne Alessandro
Oggi alle 15:42Serie A
Yvonne Alessandro

14.56 - Giornata di vigilia in casa Como per la partita in programma domani contro il Torino (ore 15) al Sinigaglia. A breve Cesc Fabregas, allenatore dei lariani, in conferenza stampa.

È uscita una foto sua dopo la Lazio, al lavoro alle 2 di notte in volo di ritorno da Roma.
"Come tutti gli allenatori del mondo riguardavo la partita, per le giocate offensive e difensive. Abbiamo software e applicazioni che ti agevolano, per capire cosa si può fare meglio e cosa è stato fatto bene. Mi piace comunque che ognuno la guardi alla sua maniera, sapendo cosa abbiamo preparato per quella partita. Poi di notte non posso dormire, tutte le giocate successe in partita sono fresche nella testa. Una cosa che mi fa divertire, mi piace quel momento in cui mi siedo da solo ad analizzare. Totalmente match analysis post-partita".

Il centravanti centra ancora nel calcio moderno e nel suo calcio, oppure no?
"Sì e no. Ci sono tante dinamiche. Ci sono tante situazioni, noi non abbiamo tanti giocatori. Solo Perrone e Butez hanno giocato quasi tutte le partite. Da Cunha alcune volte l'abbiamo tolto, Nico Paz tolto a gara in corso con l'Udinese. Sergi Roberto è entrato alcune volte, anche Posch. Per il tipo di partita che mi aspettavo pensavo che quel modo di giocare con 5 centrocampisti a rotazione si capiscono, si intendono. Mi piace molto, non dà riferimento all'altra squadra. Questo non vuol dire che non si giocherà più con un attaccante. Studiamo dinamiche e le analizziamo, proviamo a prendere la scelta giusta per la partita. Vediamo nel futuro se lo ripeteremo".

Ha detto che avevate solo un giorno e mezzo per allenarsi. Ma è cambiato tanto in campo...
"Io non la vedo così. Il profilo di gioco è sempre uguale. Quando fai le cose perché hai vinto e perso e cambi tanto, dopo di partita in partita non sai mai che fare. Quando hai una consistenza... l'idea è sempre la stessa comunque. Le rotazioni possono cambiare, alcune volte terzino dentro e fuori. La gente vuole che si vada a casa dell'Inter e della Roma e si cambi, ma la gente non vede. Io sono convinto che se mi dai questa squadra, rimane così, i prossimi 2 anni possiamo diventare qualcosa di importante. Quando si cambia struttura, allenatore, con un'altra idea... impossibile avere successo nella vita. Per questo provo a mantenere una stabilità emozionale, di quello che si fa qua".

Cosa vuol dire che tra due anni diventerete qualcosa di importante?
"Sì, ma questo non è abbastanza. Questo non è niente".

Baturina all'inizio era l'alternativa a Paz. Adesso vediamo che possono coesistere.
"Sì e no. Alla fine il calcio, giorno dopo giorno, ti permette di trovare una soluzione. Lui è in una forma buonissima, serve tempo per creare alternativa e fiducia. Per capire cosa fare, se gioca in una posizione dove non ha giocato tanto, se gioca da mezzala come Da Cunha. Adesso calma, attenzione, lavorare. È un giocatore molto intelligente, è ad un livello alto e aiuta molto la squadra. Corre, è intelligente, vuole dimostrare e fare bene. Tutti gli vogliono bene, sta aiutando la squadra e questo per me è la cosa più importante. Dopo metterli a posto sarà più semplice. Ha fatto 15 presenze, alcune volte gioca di più e altre meno, piano piano sta trovando il suo spazio. Nella vita non c'è pazienza, per niente, ma io ce l'ho. Qualsiasi allenatore con una squadra di 20-22 anni e gli dici di vincere campionato e Champions sai cosa diranno? Lo so io. Noi stiamo facendo le nostre cose qua, con pazienza. Nel contesto giusto per far crescere i giocatori".

Da Cunha: l'ha contattato il Marsiglia? Può partire?
"Io non so niente, a me non è arrivato niente di questo. Lo vedo solo giocare ad un altissimo livello, non ce ne sono tanti forti come lui. Non posso alimentare una cosa che non esiste. Ognuno fa la sua vita privata, a me non è arrivato niente".

TMW - Una domanda a proposito di quanto visto contro la Lazio e che potrebbe essere riproposto con il Torino: 5 centrocampisti dentro dal 1'. Aspettava di recuperare quantomeno Sergi Roberto per provarlo? Avrebbe voluto farlo anche prima?
"Alla seconda domanda non rispondo, vorrei far parlare meno di Fabregas. Noi vogliamo creare questa cosa qua. Alex ha una mentalità incredibile, dopo 3 partite di fila non ha giocato con l'Atalanta forse e poi ha mostrato la voglia di fare. Noi vogliamo questa gente. Gente che ha fame di vincere, di diventare giocatore, non chi ha la pancia piena o ha tutti i soldi del mondo. Questo è importante, fai 2-3 panchine però poi loro si mangiano il campo in allenamento, mi vogliono far vedere e che vogliono giocare. Io voglio lavorare su questo contesto, è difficile e lo so, ma voglio farlo. Tante volte i procuratori gli mangiano la testa, noi dobbiamo stare molto attenti che 'calma. Sei troppo giovane'. C'è una strada e un processo. Alcune volte va meglio e altre no, ma da Nico e Ramon mi aspettavo un altro impiego e poi tutto dipende da loro. Tutti vogliono crescere. Vogliamo fare una squadra corta e con tanta competizione".

Dossena al Cagliari? E Posch via al Mainz?
"Lui torna in un posto in cui sarà molto contento, dove ritroverà fiducia e si sentirà di nuovo calciatore. Posch? Abbiamo parlato 3 settimane fa, c'è un Mondiale da giocare e mi spiace... ti dà esperienza, conosce il tipo di calcio, era entrato molto bene in spogliatoio. Molto intelligente e applicato, può fare diversi ruoli. Però capisco che voglia giocare, c'è una posizione molto affollata. Lo ringrazio, lui anche sarà carico.

Il punto sugli infortunati?
"Tutti sono disponibili, Addai rientra ma in panchina. Morata ha tanta voglia di tornare ma dobbiamo stare attenti, Diao ancora manca un po'... ha fatto qualche corsa fuori. Morata e Addai invece sono molto vicini a rientrare".

Ma davvero non guarda la classifica?
"Io non sto guardando la classifica. L'avversario il Como è il Como. Tutti i giorni dobbiamo migliorare, fare passi avanti e vediamo dove possiamo arrivare. Qual era l'obiettivo di inizio stagione? Migliorare, fare meglio dell'anno scorso, ridurre il gap tra il decimo posto e le altre. Dobbiamo migliorare e fare la nostra prestazione. La matematica la guardiamo più avanti in campionato, intanto però proviamo a spingere. In B sulla lavagna avevo scritto di arrivare da numeri 1, e tutti ridevano. Quando ti abitui a vincere vuoi solo vincere, ma non conta solo quello ma come lo fai. Dobbiamo trovare serenità, stabilità, che oggi non c'è nel calcio. Però calma con la classifica. Giusto che se ne parli, voglio che la gente di Como sogni, per questo sono tifosi e io sono allenatore però. Devo gestire il mio lavoro nella mia maniera".

Vojvoda non sta rendendo al massimo da esterno alto in situazione di emergenza.
"Se Lamine Yamal sta bene e vuole venire, non gli diciamo di no. Egoisticamente potrei dire di volere 25 giocatori, ma per me è meglio così. Non vedo giocatori incazzati, proviamo ad andare insieme sulla stessa strada. Meno distrazioni e tutti con la stessa visione".

Cosa pensa del Torino?
"Ha un allenatore (Baroni, ndr) che apprezzo molto. Da un po' non ci parlo, ma con la Lazio è andato a fare il corso e ho fatto un colloquio con lui. Mi sembra un grandissimo uomo, poi un grande allenatore con un'esperienza pazzesca. Ha lavorato in grandi società, sta facendo un buon lavoro con il Torino. Squadra molto esperta, con gente che conosciamo molto bene. Coco, Tameze, Ilkhan mi piace molto, Casadei italiano e giovane con tanta prospettiva, Vlasic... esperienza importante la loro, devono fare punti come noi. Dovremo fare una grandissima prestazione".

Dopo questo 3-0 alla Lazio si può allentare la tensione?
"Questo è sempre un pericolo, sono d'accordo. Quando hai giocato contro una grande squadra, c'è il pericolo che si pensi di essere migliori. Se si farà questo, sarò molto triste. Noi spingiamo tanto su mentalità e continuità. Non c'è partita facile. Non si può mollare mai, non si perde un piccolo dettaglio".

Kaiki del Cruzeiro, il Como ha alzato l'offerta per lui.
"Io non voglio dire niente. Quando lui arriverà... se ne parlerà. Per il momento non voglio parlare di giocatori che non sono qua. Se arriva il momento, mi metto qua mezz'ora a parlare di lui. Per il momento il mercato è aperto, siamo chi siamo, ma tutti molto focalizzati su quello che vogliamo fare. Magari per il futuro. Adesso invece solo se un giocatore è incredibilmente forte, altrimenti si pensa al futuro".

Douvikas gioca? Quanto influisce la Fiorentina?
"Non influisce niente. Chi è stanco, chi può giocare e chi no è uguale. La partita più importante è domani".

Ha visto Inter-Arsenal? Ha parlato con Arteta?
"No, chi lo dice? Non è vero".

A breve farà il tedoforo per l'olimpiade. C'è un atleta che ha seguito negli anni?
"Grandissimo evento, si conosceranno nuovi talenti sportivi. Io sono sempre aperto ad apprendere dagli altri sport, basket e calcetto, ma mi piace vedere la mentalità di questi atleti che fanno altri sport. C'è un lavoro dietro, enorme, avere questi esempi che giorno dopo giorno lavorano così... conosci la loro storia, conosci gente molto interessante. Questo mi interessa".

TWM - Sergi Roberto e Alberto Moreno però sono in scadenza...
"Noi stiamo cercando qualcosa per il futuro. Non abbiamo ancora parlato con loro, ci sono in mezzo tante partite, ora sarebbe inopportuno. Sergi è arrivato da un infortunio importante, si sta ritrovando e difensivamente è troppo intelligente. Moreno ha una voglia adesso... non ha giocato tanto prima e vuole giocare, è in un momento importante. Oggi sicuramente a 33 anni vorrà continuare a giocare, sta bene fisicamente, se sarà qui o da un'altra parte il suo prossimo contratto vedremo... io sono molto tranquillo. Mi fido molto di loro, hanno una mentalità top, sono pezzi molto importanti dello spogliatoio. C'è un momento per tutto".

Ci descrive l'esperienza col Papa?
"Un'opportunità unica, grazie a tutti, anche al Papa per ritrovarci. È stato troppo gentile, ha parlato con noi, si è confrontato. Un momento molto speciale, non mi è piaciuto farlo nello stesso momento in partita però è una cosa troppo speciale. Come club ringraziamo, è stata un'esperienza meravigliosa. Con mia moglie e la mia famiglia è stato un momento molto speciale perché io sono credente".

Cerri domani sarà convocato?
"No, domani non è convocato. Cerri mi è venuto a salutare adesso. Non si può dire niente finché non è tutto firmato però si metterà in viaggio oggi".

15.42 - Finisce conferenza stampa

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