Giuffredi replica a Cassano: “A Di Lorenzo i titoli, lui chiacchiere e distintivo”
Mario Giuffredi replica ad Antonio Cassano. L’esperto agente che tra gli altri annovera il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo non ci sta e risponde alle dichiarazioni rese dall’ex calciatore. “Mi chiama pseudo procuratore e questo mi fa capire che è fuori dal calcio da tanto tempo visto che faccio l’agente dal 2009 con risultati importanti sotto gli occhi di tutti”, dice Giuffredi a TuttoMercatoWeb.com. “Da quando faccio l’agente - prosegue Mario Giuffredi - rappresento calciatori in Nazionale e in squadre importanti. Credo che nessuno possa vietarmi di esprimere il mio pensiero in modo educato su chiunque. Come gli altri possono farlo su di me finché si mantiene un profilo educato. Cassano a che titolo parla di calcio? Non è un addetto ai lavori, non ricopre alcun ruolo nel calcio. L’unica figura che gli riconosco è quella dello show man. Quando Cassano vuole parlare dei miei calciatori e in particolare di Di Lorenzo do ragione a Fabrizio Corona. Vorrei ricordargli che Di Lorenzo ha vinto più di lui e parla e si atteggia come se avesse vinto gli stessi titoli di Del Piero o Baggio. A Cassano rimangono le chiacchiere e a Di Lorenzo i titoli da protagonista e non da comprimario come lui.
Questo signore capisce talmente tanto di calcio che da quando ha smesso ha ricoperto parecchi ruoli importanti - prosegue Giuffredi con ironia -, non ha mai fatto niente e non so a che titolo parli di calcio ancora oggi visto che non ha mai fatto niente. La cosa più facile che gli riesce è andare a fare chiacchiere da una poltrona come se fosse al bar. Naturalmente parlare da una poltrona è la cosa più facile che gli riesce perché fin adesso non ha dimostrato altro. Ha provato ad andare a fare il direttore sportivo alla Sampdoria, avevano talmente tanta stima che non l’hanno mai preso in considerazione. Cassano è chiacchiere e distintivo. Ha detto di avermi visto a Genova con Accardi in un ristorante e che si è rivolto a me in determinati modi, ma chi mi conosce bene sa che non gli avrei mai permesso di usare maniere poco consone. E poi non mi sembra un comportamento da persona seria quello di andare a raccontare incontri privati nati per caso.
Inoltre se ho fatto le dichiarazioni su Conte ho i miei buoni motivi e non devo certo spiegarli a lui. Voglio ricordare a Cassano che a tutelare i miei assistiti ci penso io, non mi risulta che avendo me come agente un mio calciatore abbia subito qualcosa nel calcio. Ognuno fa il proprio mestiere secondo le proprie idee e le proprie interpretazioni. E poi Cassano è l’ultima persona - conclude Giuffredi - a cui devo dare conto”.











