Il Circolo Aniene, il tifo per la Roma, il precedente in Serie A: chi è Giovanni Malagò
Giovanni Malagò è il nome forte schierato in campo dalla Lega Calcio Serie A per le elezioni alla presidenza della Federcalcio, i programma il 22 giugno. Nato a Roma il 13 marzo 1959, l’ex presidente del CONI ha una carriera sportiva che ha radici familiari profonde: suo padre Vincenzo è stato infatti vicepresidente della Roma, squadra per la quale il dirigente non ha mai nascosto di tifare.
Laureatosi in Economia e Commercio all’Università di Siena, Malagò è partito proprio dal calcio, ma a 5: con la Roma ACB ha vinto tre scudetti e quattro coppe Italia, partecipando anche ai Mondiali brasiliani del 1986. Nel 1997, dopo aver ricoperto il ruolo di ad della Samocar, azienda di automotive fondata dal padre, è diventato il presidente dell’influentissimo Circolo Canottieri Aniene, mantenendo la carica fino al 2017 per poi rimanere come presidente onorario. Fittissima la rete di rapporti e amicizie, a tutti i livelli, come pure è lungo il suo cursus honorum: nel 1998 rilancia, da presidente del comitato organizzatore, gli Internazionali di tennis a Roma. Dal 2001 al 2003 è membro della giunta esecutiva del CONI.
Nel 2013, il salto in alto: Malagò batte Raffaele Pagnozzi - candidato sponsorizzato anche da Giancarlo Abete - come presidente del CONI, centrando negli anni successivi (molti dei quali con Silvia Salis come braccio destro) la conferma fino al 2025. Sotto la sua guida, lo sport italiano ha conosciuto una rinascita in tante discipline, dallo sci al nuoto - entrambi a lui cari per vari motivi -, ma soprattutto a livello organizzativo. Dopo aver provato invano (la sindaca Virginia Raggi si oppose, resta storico il suo baciamano) a portare le Olimpiadi a Roma, è riuscito a ottenere la candidatura di Milano e Cortina per quelle invernali, vissute non da presidente del CONI: la querelle con il governo sulla possibile deroga al limite di tre mandati è finita malissimo. Si è rifatto sponsorizzando l’elezione di Luciano Buonfiglio, attuale numero uno del comitato olimpico, con cui poi i rapporti si sono guastati, e conquistando il ruolo di presidente della Fondazione Milano Cortina 2026.
Oltre ai trascorsi nel calcio a 5, con il pallone Malagò ha avuto diversi approcci nel corso degli anni. Nel 2018, dopo aver nominato Roberto Fabbricini - a cui aveva lasciato la presidenza dell’Aniene - come commissario straordinario della FIGC, quest’ultimo lo scelse come commissario straordinario della Lega Serie A. Un’esperienza non ricordata benissimo in realtà in via Rosellini, soprattutto perché si chiuse con la contestata elezione a presidente di Gaetano Micciché, poi costretto a dimettersi per presunte irregolarità nelle votazioni. Oggi, però, è proprio lui che la Serie A ha scelto per far ripartire il calcio italiano.











