Juventus tradita dai suoi big. Spalletti, non era meglio fare più turnover?
La Juventus saluta la Coppa Italia con parecchia amarezza, e la delusione di aver mancato diverse occasioni sul campo di Bergamo. L’Atalanta è poi decollata, ma per oltre un’ora i bianconeri hanno convinto di più, fermati dalle traverse e dagli errori dei soliti protagonisti della squadra di Luciano Spalletti.
In vetrina, suo malgrado, ci va Weston McKennie, il Perrotta bianconero di Lucio: due errori sotto porta, uno più grossolano dell’altro. Poco reattivo Jonathan David, male dietro il colosso Bremer, l’affidabile Kalulu e poco ficcante anche il solitamente convincente Thuram. Nel finale, poi la Juve è andata completamente fuori dai binari.
Non ha pagato, in sostanza, la scelta di Spalletti di limitare al minimo indispensabile il turnover. C’era Perin in porta, con Gatti al rientro in difesa, e mancava ovviamente Yildiz. Per il resto, però, la Juve vista a Bergamo era fatta più che altro dei soliti titolari visti nelle ultime uscite. Un messaggio molto diverso, per esempio, da quello che ha mandato Cristian Chivu ieri, lanciando nell’Inter i giovanissimi Kamate (anche decisivo) e Cocchi, e battendo il Torino. È una scelta che, a conti fatti, non ha pagato. Ora la Juventus si concentrerà su due competizioni su tre, ma stasera era scesa in campo con una formazione che aveva l’ambizione di conquistare l’accesso in semifinale e non è riuscita nella missione.











