L'Inter vede le streghe e poi dilaga. Pisa travolto da 0-2 a 6-2, Chivu non molla la vetta
Dall’inferno al paradiso. Nella serata meno attesa dell’anno torna la Pazza Inter, costretta alla rimonta contro un Pisa tirato a lucido e pronto ad un’impresa da tramandare ai posteri. I nerazzurri vincono con un tennistico 6-2 ma hanno visto le streghe. I toscani hanno sognato per una buona mezz’ora cullati dalla doppietta di Moreo. Poi si sono sciolti come neve al sole. Il rigore di Zielinski ha dato fuoco alle polveri, incendiate dalle due capoccione alla partita di Lautaro Martinez e Pio Esposito. Da 0-2 a 3-2 in un primo tempo di ordinaria follia. Una mazzata tropo grande per la penultima in classifica, crollata definitivamente nella ripresa. Poker di Dimarco, conquida di Bonny e sigillo finale di Henrikh Mkhiaryan.
Doveva essere una partita da ordinaria amministrazione, ma dopo le fatiche della Champions League ogni avversario è come una tagliola nascosta nel bosco. Chivu ne cambia cinque rispetto al match contro Arteta. De Vrij al centro della difesa con Bisseck e Bastoni. Mkhitaryan in mezzo, Carlos Augusto a sinistra e Pio Esposito titolare insieme a Lautaro Martinez. L’Inter si fa male da sola sotto la pioggia e il primo tempo da manicomio comincia al minuto 11’: Sommer sbaglia clamorosamente il tocco per Zielinski, Moreo scarta il regalo del portiere svizzero e timbra il vantaggio con un pallonetto dalla trequarti. San Siro è ammutolito e l’Inter pure, visto che la reazione della squadra di Chivu è sconclusionata. Bisseck suona la carica con una progressione alla Garrincha e sfiora il pareggio, ma la squadra di Gilardino risponde colpo su colpo, apparendo anche più reattiva nei contrasti. La tenacia dei toscani viene premiata dieci minuti dopo: angolo tagliato di Tramoni e Moreo incorna il raddoppio incenerendo Sommer sul primo palo. San Siro rumoreggia, la squadra di Gilardino ringhia e l’Inter manca di pochi centimetri la rete con la spaccata di Lautaro Martinez in area piccola. La partita cambia faccia quando Chivu toglie un inesistente Luis Henrique e getta nella mischia Dimarco, adattando Carlos Augusto sulla destra. Il numero 32 chiama al miracolo Scuffet e sugli sviluppi dell’azione Marcenaro decreta il rigore per tocco di mano di Tramoni sul tiro di Ziekinski. Il polacco dagli undici metri è glaciale, il Meazza si rianima ed esplode un minuto dopo: Dimarco disegna un cross al bacio in area e Lautaro Martinez firma il pareggio con un tuffo di testa nell’area piccola. Il Pisa barcolla e i nerazzurri fiutano l’odore del sangue. Nel secondo dei quattro minuti di recupero Pio Esposito decolla come un bombardiere sul cross di Bastoni e schiaccia con il capoccione il gol del 3-2.
Paura e delirio in quarantanove minuti. Nella ripresa prima Pio Esposito e poi Dimarco sfiorano il poker, poi Chivu cambia le carte inserendo Thuram e Barella. Il Pisa non si affaccia più dalle parti di Sommer. Thuram chiama al super intervento Scuffet e Calabresi salva sul tap-in di Dimarco aiutato dal palo. Il legno toglie e il legno dà. L’esterno cresciuto con il nerazzurro nel cuore casa il poker con una volè perfetta che si stampa due volte sul palo prima di entrare in porta. Bonny cala la cinquina incrociando di sinistro e c’è gloria anche per Mkhitaryan, al primo centro in questa Serie A. L’Inter allunga sul Milan, impegnato domani sera all’Olimpico contro una Roma rabbiosa a pronta a volare. Aspettando anche il Napoli in campo a Torino i nerazzurri si godono la vetta. Dopo una serata di ordinaria follia. Da domani Chivu penserà alla Champions League, consapevole che dopo la trasferta di Dortmund la lotta scudetto sarà ancora un sali e scendi da montagne russe.











