Lazio, il bacio dell'addio di Romagnoli: a Lecce l'ultima in biancoceleste
Un'ultima volta in biancoceleste. A Lecce Alessio Romagnoli dirà addio alla sua Lazio, assecondando l'ennesima richiesta di una società che tutto ha fatto meno che rispettare le promesse fatte. L'ex Milan aspettava una chiamata per il rinnovo da tempo, le promesse sono datate 2022 alla firma del quinquennale con la Lazio. La chiamata doveva arrivare nel 2023 dopo la conquista della Champions e non c'è stata. Era attesa nel 2024, dove nonostante l'addio di Maurizio Sarri c'era la volontà di Romagnoli di guidare la nuova Lazio, priva di leader come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, andato già via dodici mesi prima. Era pronto a mettere nero su bianco quell'amore che lo accompagna fin da bambino. Chiamata rinviata al 2025, quando con il ritorno di Sarri tutti pensavano alla permanenza a lungo di Romagnoli. Il blocco del mercato ha spostato la data a gennaio 2026, dove però la chiamata è arrivata per Marusic e Basic.
Lazio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso e l'ultima promessa da rispettare
Il punto di rottura definitivo è arrivato a inizio mese, la proposta a Basic e il rinnovo di Marusic hanno fatto tolto quei pochissimi margini ancora rimasti per provare a restare. Romagnoli ha sentito tradita la sua fiducia e da quel momento ha ritenuto chiuso il rapporto con la società. Ha giocato col Como perché ancora andavano limati dei dettagli con l'Al Sadd, ma quando la Lazio ha alzato la richiesta al club qatariota allora Romagnoli ha chiesto di non giocare più. Un duro confronto venerdì ha portato all'ennesima promessa della società, il difensore verrà liberato entro lunedì e giocherà la sua ultima partita questa sera a Lecce. Un addio che non si consumerà a casa sua, nello Stadio Olimpico che troppo spesso non ha potuto salutare i suoi idoli. Da Milinkovic-Savic a Luis Alberto, da Immobile fino al saluto mancato per Romagnoli. Nella speranza che questo addio possa portare almeno tre punti ai biancocelesti.











