Lazio, ora è scontro società-tifosi. L'Olimpico vuoto e la risposta da Formello
"Chiediamo a tutti i Laziali non abbonati di NON acquistare i biglietti per la gara Lazio-Genoa. Stiamo valutando in che modo far proseguire la contestazione". È bastata questa richiesta firmata da "i gruppi del tifo organizzato" a dare il via a un duro comunicato della società biancoceleste che "condanna con la massima fermezza il messaggio diffuso da soggetti riconducibili al cosiddetto tifo organizzato". La richiesta di protestare e di non acquistare i biglietti viene definita dalla società come "un atto grave e inaccettabile, che travalica ogni forma di legittimo dissenso". Si parla di una pressione organizzata nei confronti della società, si parla di un danno economico per una società quotata in borsa. Danni che la Lazio si è anche autoinflitta (o che le sono stati inflitti a detta del presidente Lotito) negli ultimi mesi, come per esempio il blocco del mercato.
Lazio, il rischio Stadio vuoto e le novità sul mercato
Da una parte il rischio di ritrovarsi con uno Stadio Olimpico vuoto in Lazio-Genoa, dall’altra le novità sul fronte mercato. Le prossime ore saranno decisive per definire il terzo “scambio-plusvalenza” di questo mercato di gennaio. Dopo Castellanos-Ratkov e Guendouzi-Taylor, la Lazio definirà a breve la doppia operazione Mandas-Motta. Il portiere greco diventerà a breve un nuovo giocatore del Bournemouth, la società biancoceleste aspetta l’ultimo rilancio sulla cifra del prestito oneroso in un’operazione complessiva da circa 20 milioni, anche se il riscatto non è garantito. Al posto di Mandas arriverà Edoardo Motta, portiere classe 2005 ex Juventus reduce da sei mesi da titolare in Serie B con la maglia della Reggiana. Operazione da circa un milione di euro e terza sostituzione “in attivo” su tre del mercato di gennaio. Nessun rinforzo, nessuno sforzo economico in un gennaio che ha racconta tre cessioni da 60 milioni (potenzialmente 80) e tre acquisti da 30 milioni per una squadra attualmente nona in classifica. E allora la domanda sorge spontanea: “protestare sarà un diritto?”.











