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Le differenze tra Allegri e Conte secondo Buffon: "Max lascia più libertà, Antonio codifica"

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
lunedì 24 novembre 2025, 09:08Serie A
24.11.2025 09:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Tanti spunti di riflessione per Gianluigi Buffon, ex portiere e capo delegazione della Nazionale italiana, presente negli studi di DAZN per commentare i principali temi della giornata di Serie A dopo il derby vinto 1-0 dal Milan contro l’Inter.

Sul suo ex allenatore Antonio Conte e sul suo Napoli, ha detto Buffon: “Reputo l’inizio di stagione buono, il Napoli è a 2 punti dalla vetta della classifica e ha ancora le carte in regola per passare il turno, nonostante una sconfitta eccessiva e non da squadra di Conte. Nel mezzo tante dichiarazioni hanno fatto risvegliare l’ambiente, è anche lui che vuole che il torpore se ne vada, si è preso anche dei rischi in una piazza come Napoli, ma ha pensato che fosse l’unico modo per scuotere la sua squadra. Lui è molto schietto e sa quello che fa, ha ben chiaro l’obiettivo e le risposte che vuole avere. Vedendo quella da parte dei giocatori, ha avuto la conferma che un certo tipo di lavoro e di percorso si può ancora fare. Quando dico di rischi parlo di spogliatoi che possono venire contro, ma credo lui abbia l’idea di avere ragazzi sani, seri e che sono con lui. E per questo fa un certo tipo di dichiarazioni”.

Che differenze ci sono tra Conte e Allegri? Ha spiegato Buffon: “Sostanziale. Max sotto certi aspetti dà una fiducia superiore ai giocatori sul campo, soprattutto quelli di fantasia cerca di farli rendere per come istintivamente viene sul campo. Antonio cerca più di codificare il loro ruolo, tatticamente. Per quel che riguarda l’aspetto gestionale e mentale, sono tutti e due dei grandi, dei vincenti e lo percepisci. Conte ha la ferocia, Allegri il coraggio. Al di là di come vedi giocare le sue squadre e l’idea che ti fai, è uno di quelli che nei momenti delicati non ha paura e prende decisioni senza pensarci troppo. Conte è più conservatore sul suo lavoro iniziale, mentre ricordo che Allegri quando mise la Juventus a quattro punte con Mandzukic largo, si stava giocando la panchina. E non gliene fregava niente: è sempre estremamente ottimista e questo lo trasmette anche alla squadra”.

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