Lotta alla pirateria, Cloudflare non molla: ricorso contro la multa da 14 milioni di euro
Cloudflare non mola. Negli scorsi mesi la società americana, che fornisce servizi per il funzionamento, la sicurezza e le prestazioni di Internet e dei siti web, è stata multata per 14 milioni di euro dall’AGCOM. Le motivazioni risiedevano nella perdurante violazione della normativa antipirateria, introdotta nel nostro Paese dal 2023 in via legislativa, e nella mancata collaborazione con la piattaforma Piracy Shield.
Sin da subito, l’azienda ha contestato la normativa italiana in materia di antipirateria. E ora ha contestato anche formalmente la multa: “Abbiamo presentato ricorso l’8 marzo e continuiamo a contestare anche la legittimità del sistema stesso - si legge in un comunicato stampa -. Se la multa è rilevante, i principi in gioco lo sono ancora di più. Questo caso non riguarda solo una sanzione, ma la possibilità che pochi soggetti privati possano anteporre i propri interessi economici a quelli degli utenti, obbligando i fornitori di infrastrutture globali a bloccare ampie porzioni di Internet senza supervisione, trasparenza o garanzie procedurali”.
Secondo Cloudflare, Piracy Shield non rispetterebbe diversi criteri di trasparenza, a partire dall’assenza di controllo giudiziario, contraddittorio e possibilità di contestare eventuali provvedimenti. Inoltre, anche il funzionamento non sarebbe tale da giustificare le limitazioni alla privacy. Adesso il ricorso, un passaggio quasi inevitabile considerato l’importo della multa.











