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Paratici sogna e fa sognare. Ma prima servirà una Fiorentina "con la testa nel carro armato"

Paratici sogna e fa sognare. Ma prima servirà una Fiorentina "con la testa nel carro armato"TUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Niccolò Righi
Oggi alle 08:30Serie A
Niccolò Righi

Se n’era andato via dall’Italia nel 2021 dopo aver vinto 19 trofei alla Juventus, ma anche portandosi dietro accuse che ha sempre definito ‘vergognose’. È ritornato con la tessa carica di un treno in corsa pronto a far vedere di cosa ancora è capace. Da ieri è ufficialmente iniziata a Firenze l’era di Fabio Paratici, presentato in conferenza stampa come nuovo direttore sportivo della Fiorentina. “Una scelta coraggiosa” ha spiegato ai media presenti al Viola Park: “Ho deciso di venire alla Fiorentina a metà di dicembre, quando la squadra aveva sei punti in classifica. L’ho fatto perché è una società serissima, con infrastrutture top a livello mondiale e perché Firenze è una città che rappresenta un vero e proprio brand internazionale in termini di visibilità”.

Tanti concetti, tanto calcio, nelle parole di Paratici, il quale chiaramente non si è però potuto esprimere a 360º sul futuro a lungo termine perché la realtà impone prima di pensare alla salvezza. “Nei prossimi 4 mesi servirà mettere la testa dentro al carro armato e soffrire. Anche l’ambiente dovrà capire che non si risolvono problemi creati in sei mesi, in appena un mese. Servirà lottare fino al 24 di maggio ma abbiamo tutto per far bene: veniamo sempre pagati puntualmente, viaggiamo 5 stelle, ci alleniamo 5 stelle, mangiamo 5 stelle. Noi dovremmo capire la differenza che c’è tra fare le cose al 100% e volere le cose al 100%”. Anche se non si lascia sfuggire una battuta su quella che dovrà essere la ‘sua’ Fiorentina del domani: “In futuro mi immagino un club attrattivo, bello da vedere, stimolante per i tifosi, per l'opinione pubblica. Una Fiorentina internazionale”.

Il nuovo ds ha poi raccontato quale sarà il suo metodo di lavoro: “Ho chiesto espressamente di occuparmi dell’area sportiva e di riportare tutto ad Alessandro Ferrari, che è anche lo stesso modello che aveva in mente la società. Sarebbe stato molto arrogante chiedere carta bianca e dire che si lavora come voglio io. Goretti sarà il mio braccio destro, poi avremo Lorenzo Giani, capo osservatori, e Moreno Zebi, capo dell'area prestiti".

Paratici ha poi espresso la propria fiducia per Vanoli e Kean: “Stimo molto Vanoli, so che tipo di allenatore. Moise invece è sicuramente il miglior attaccante italiano che abbiamo, uno che può fare 20 reti a stagione a prescindere dal club in cui milita. Sta a lui fare il Kean e noi metterlo in condizione". Poi le belle parole anche su alcuni suoi ex giocatori come Rugani e Fagioli: “Daniele è sottovalutato ai più: alla Juventus ha giocato partite di grandissimo livello e di responsabilità, comprese tante finali. Nicolò è un patrimonio del calcio italiano. Ha qualità che pochi hanno e a questo deve aggiungere un po’ di cattiveria agonistica. Deve allenarsi in questo, non su una tecnica che ha innata”.

Firenze trova Paratici e Paratici ritrova il calcio italiano, con la voglia di rimettersi in gioco e lasciare il segno. Prima la battaglia per la salvezza, poi la costruzione di una Fiorentina più forte, moderna e riconoscibile. L’era Paratici è appena iniziata: adesso parlano il lavoro, il campo e - come sempre - i risultati.

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