Rimet, 5 Coppe di Francia e tante serie minori. Ecco il Red Star, nuovo progetto di 777 Partners
Dici Jules Rimet e pensi immediatamente ai Mondiali e a quella coppa a lui intitolata che fa bella mostra dal 1970 nella bacheca del Brasile, la prima nazionale capace di vincerla tre volte proprio in uno scontro contro quell’Italia che gli contendeva proprio la possibilità di tenere per sempre con sé quella coppa che poi venne modificata in quella che tutti conosciamo oggi.
Ma il nome di Rimet, ex presidente della Federcalcio francese e della FIFA, è indissolubilmente legato anche a una delle squadre più antiche di Francia: il Red Star di Parigi. Una polisportiva fondata assieme al fratello Modest nel 1897 che applica i valori umanistici, come l’apertura ai giovani provenienti da famiglie povere senza discriminazioni di classe, e in cui ha militato a lungo prima di iniziare la sua gloriosa carriera politica contribuendo a organizzare anche il torneo di calcio ai Giochi Olimpici.
Una squadra, il Red Star, che da sempre ha sede a Parigi e dintorni (attualmente a Saint-Ouen) e che vanta una storia gloriosa anche se molto lontana nel tempo. Le cinque Coppa di Francia in bacheca infatti risalgono tutte all’intervallo fra le due guerre Mondiali (dal 1920/21 al 1941/42) con l’ultima finale che risale al primissimo dopo guerra. L’ultimo grande risultato invece è una semifinale di Coppa di Lega a inizio millennio, e poi tante amarezze con il massimo della seconda divisione vissuta negli ultimi anni nel 2016/17 e nel 2018/19. Una nobile decaduta e mai più capace di rialzarsi, ma dal grande fascino e con una comunità di tifosi molto forte e legata al club che ha seguito nonostante le tante rifondazioni vissute soprattutto dagli anni ‘60 a oggi.
E proprio questa storicità ha attirato l’attenzione di 777 Partners, fondo statunitense già proprietario di altri club storici come Genoa, Vasco da Gama e Standard Liegi. La squadra francese, che attualmente milita in terza serie, andrà così ad arricchire il panorama di realtà calcistiche controllate dagli statunitensi che mirano a creare un network di club storici europei e non da riportare ai fasti perduti e chissà, magari anche oltre.











