Chiellini e Comolli fermati dal Giudice Sportivo. Open VAR: “Ci poteva stare la simulazione”
Come da previsioni, il derby d’Italia costa uno stop ai dirigenti della Juventus. Giorgio Chiellini e Damien Comolli sono stati infatti fermati dal giudice sportivo della Serie A, per la sfuriata nei confronti dell’arbitro La Penna andata in scena nell’intervallo della partita con l’Inter. Più pesante la sanzione nei confronti dell’amministratore delegato: Comolli è stato infatti inibito fino al 31 marzo, con 15mila euro di ammenda. Più lieve la “pena” nei confronti del director of football strategy bianconero, dato che Chiellini è stato inibito solo fino al 27 febbraio.
Nessuna pronuncia su Alessandro Bastoni, ma non c’erano dubbi: il difensore interista non può nemmeno essere oggetto di prova tv, limitata ai casi in cui la simulazione abbia portato a un calcio di rigore o all’espulsione diretta di un avversario. Pierre Kalulu, invece, ha ricevuto due cartellini gialli: inevitabile, a tal proposito, la squalifica di una giornata per il difensore francese della Juve. Salteranno il prossimo turno del campionato di Serie A anche Barella e Calhanoglu (Inter), Akpa Akpro (Hellas Verona), Mandragora (Fiorentina), Circati (Parma) e Muharemovic (Sassuolo). Due giornate a Gift Orban dell’Hellas Verona.
Quanto accaduto a San Siro sabato sera è stato, come da previsioni, anche il principale tema dell’ultima puntata di Open VAR su DAZN: “Il contatto è lieve, la simulazione ci poteva assolutamente stare”, ha spiegato Andrea De Marco, responsabile per i rapporti istituzionali della CAN A e B. È stata anche l’occasione per annunciare una stretta sulle simulazioni: "Ci sono tantissimi giocatori che vediamo comportarsi ogni domenica in questo modo. Cerchiamo di contrastare questo fenomeno nel miglior modo possibile, però chiediamo la massima collaborazione. I calciatori sono campioni che vengono visti anche da tanti ragazzini che li imitano nei campionati giovanili. È una forma di rispetto verso l'arbitro, verso i tifosi e gli avversari. Bisogna lavorare molto per trovare una quadra e non arrivare ogni domenica a parlare di queste situazioni. Quando manca il rispetto è giusto che gli arbitri vadano diritti per la loro strada e prendano i giusti provvedimenti”.











