Thereau si racconta: "Non ero un predestinato, potevo fare di più. Mi cercò l'Inter"
Lunga intervista quella concessa ai microfoni di Gianlucadimarzio.com dall'ex attaccante francese Cyril Thereau, che in Italia ha vestito le maglie di Chievo, Udinese, Fiorentina e Cagliari. Queste le sue parole: "Dico sempre quello che penso: per qualcuno è un pregio, per altri un difetto. Anni fa, ad esempio, rifiutai un’offerta dalla Cina: avrei accettato solo per una questione economica".
Thereau ha poi ricordato la sua carriera, con 66 reti in 259 presenze in Serie A, impreziosite da 9 presenze in Champions League: "Ripenso al passato e sorrido. Non ero un predestinato: ho iniziato a giocare a calcio a 11 anni. Oggi i calciatori hanno chef privati, coach personali. Io non mi sono mai curato al punto da sapere dove sarei potuto arrivare. Non sono andato al 100%, ne sono sicuro. Avrei potuto dare di più".
Il francese racconta anche un aneddoto di mercato quando fu vicinissimo all'Inter: "Mi cercò l’Inter. Se avessi firmato con i nerazzurri, la mia carriera sarebbe potuta cambiare. Avrei conosciuto un altro mondo e forse mi si sarebbero aperte le porte della Nazionale francese. In Italia puoi convocare giocatori che rendono bene anche solo per pochi mesi, magari in squadre non di vertice. In Francia, invece, se non giochi in un top club è molto difficile. Adesso seguo ancora il calcio italiano e sono legato a Udinese e Chievo. Vivo in Thailandia ma ogni tanto regolo la sveglia alle 03:00 del mattino per guardare le partite del mio Marsiglia".
Infine, Thereau ha parlato anche dell'esperienza con la Fiorentina: "Ho giocato poco, ma mi sono trovato bene. Quest’anno rischia la retrocessione? È una situazione strana, ma penso che si salveranno. Astori? vevo fatto colazione per poi tornare in camera. Sentii trambusto in corridoio, poi ricordo Pioli: venne a bussare alla porta con le lacrime agli occhi per dare la notizia… Il ritorno in aereo, le immagini della sua famiglia. Davide era una persona d’altri tempi: appena arrivato mi chiese se avessi bisogno di una mano per trovare una casa dove vivere. Chiesa? Un giocatore fortissimo. Io ero a fine carriera, lui all’inizio. Aveva maturità, era già un leader dello spogliatoio a 21 anni. Educato, di un altro livello".











