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I verdetti della stampa. Sampdoria: che impatto di Sabiri, Sensi al di sotto delle aspettative

TMW - I verdetti della stampa. Sampdoria: che impatto di Sabiri, Sensi al di sotto delle aspettativeTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 24 maggio 2022, 20:30Serie A
di Andrea Piras

Sospiro di sollievo finale per la Sampdoria. Dopo una stagione molto difficile e con tante situazioni che hanno rischiato di minare il percorso, i blucerchiati di Marco Giampaolo hanno conquistato la salvezza. Adesso, dunque, spazio ai bilanci di fine anno tra migliori, peggiori e rivelazioni. Ecco, nel focus di TMW, le domande a cui rispondono tre firme per ogni piazza.

Chi è stato l'MVP della stagione?

Valerio Arrichiello (Il Secolo XIX): "Si fa molta fatica a trovare un Mvp perché tutti hanno avuto alti e bassi e hanno reso al di sotto delle loro possibilità. Per la prima parte di stagione direi Candreva, nella seconda Caputo. Se devo dire un nome solo dico Caputo".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Il criterio è sempre quello dei giocatori in rosa per l'intero campionato. Albin Ekdal perché sebbene alle prese con dolori e una malattia muscolare penalizzante (fascite plantare) ha preso in mano il centrocampo e fatto da fulcro in sistemi e schemi diversissimi come quelli adottati da D'Aversa e Giampaolo".

Diego Anelli (Sampdorianews.net): "Sarebbe semplice scegliere Emil Audero oppure Abdelhamid Sabiri se analizzassimo soltanto l'ultima parte di campionato, nella quale hanno avuto un ruolo determinante nella salvezza della Sampdoria. Nessuno è stato continuo nell'arco dell'annata, ma lungo il cammino un calciatore più di tutti ha consentito alla Sampdoria di restare in linea di galleggiamento a suon di goal e assist decisivi in attesa del rush finale: Antonio Candreva. Anche lui ha registrato un'involuzione nella fase centrale ma non è un ragazzino, avrebbe avuto bisogno di rifiatare ma era un lusso che i blucerchiati non potevano permettersi".

Chi è stato la rivelazione della rosa in stagione?

Valerio Arrichiello (Il Secolo XIX): "La rivelazione è Sabiri: secondo me è stato uomo decisivo per la salvezza, sia per le sue qualità tecniche che per la duttilità. La sua capacità di giocare bene anche a sinistra ha permesso a Giampaolo di passare al 4-5-1 che ha reso la Samp più compatta ed efficace. L’anno prossimo potrà esplodere definitivamente".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Alex Ferrari. Era partito come riserva di Yoshida e Colley, ha iniziato da tappabuchi, sacrificandosi anche come vice Bereszynski, ha finito come titolare inamovibile, con prestazioni in costante miglioramento".

Diego Anelli (Sampdorianews.net): "Abdelhamid Sabiri. Il suo arrivo a gennaio dall'Ascoli è stato poco pubblicizzato. Il campo ha dimostrato quanto l'operazione definita a gennaio dal Ds Daniele Faggiano fosse stata ottima per bagaglio tecnico - tattico e parametri economici. Era stato etichettato come un talento di qualità ma assai discontinuo e un po' anarchico nella posizione da occupare. Nella complessa manovra della Sampdoria si è rivelato vitale, i suoi strappi hanno dato ossigeno. Coraggioso con la Juventus, fondamentale a Venezia, decisivo nel derby, travolgente con la Fiorentina. Spessore tecnico, corsa e duttilità tattica a tutto campo. Un affarone".

Chi è stato la delusione?

Valerio Arrichiello (Il Secolo XIX): "Dico Sensi anche se ha tante attenuanti, dai problemi muscolari che lo frenano al ruolo in cui è stato impiegato (trequartista) che probabilmente non è la sua collocazione ideale. Detto questo, però, ci si aspettava un apporto più determinante e invece dopo un buon avvio ha inciso poco".

Danilo Sanguineti (La Stampa): "Maya Yoshida ha pensato troppo ai Mondiali con il suo Giappone e poco alla squadra, nel ritorno una serie di prestazioni disastrose con errori individuali che sono costati diversi punti. Va bene che l'Harakiri è roba del Sol Levante ma c'è un limite...".

Diego Anelli (Sampdorianews.net): "Stefano Sensi. Le incognite fisiche erano note a tutti quanti e poteva presentarsi uno scenario ben peggiore. Salta meno partite rispetto ai timori generali, ma, tranne l'esordio con il botto contro il Sassuolo, non lascia tracce significative per un giocatore del suo calibro, nè in cabina di regia, nè sulla trequarti. Un gran peccato".