Una nuova Juventus a Bergamo: meno bella, ma pragmatica. Così nasce l'idea di Spalletti
A Bergamo non è stata la solita Juventus. Dietro la vittoria contro l’Atalanta si nasconde un retroscena che racconta un cambio di mentalità deciso da Luciano Spalletti, chiamato a gestire una settimana complicata tra acciacchi e riflessioni profonde.
Il tecnico ha valutato diversi fattori prima della gara: dall’eliminazione in Coppa Italia subita proprio contro i nerazzurri, fino alle condizioni fisiche non ottimali di diversi elementi come Yildiz, Thuram, Kelly e Bremer. Senza dimenticare l’assenza di McKennie e il possibile impatto negativo che una sconfitta avrebbe avuto anche sul clima attorno alla squadra.
Da qui la scelta: meno filosofia, meno bellezza e più concretezza. Spalletti ha chiesto ai suoi di accantonare per una sera l’idea di un calcio brillante, puntando invece su sacrificio e spirito di squadra. Dopo aver lavorato sulla libertà e sulla leggerezza, ha preteso “una squadra in grado di sacrificarsi, di rincorrere”, concentrata sul risultato.
Il risultato è stato una vittoria “sporca”, di quelle che contano. Un 1-0 che ha riportato la Juventus al quarto posto, rilanciando le ambizioni Champions e aprendo scenari interessanti anche per il futuro. In attesa di una rosa più adatta alle idee dell’allenatore, i bianconeri sembrano pronti a mettere da parte certi principi estetici per privilegiare la classifica. Perché, in questo momento della stagione, contano solo i punti.











