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Juve Stabia, media spettatori non in linea col triennio magico del club. Per la A serve Menti pieno

Juve Stabia, media spettatori non in linea col triennio magico del club. Per la A serve Menti pienoTUTTO mercato WEB
© foto di Giuseppe Scialla
Luca Esposito
Oggi alle 13:35Serie B
Luca Esposito

La sconfitta maturata nei giorni scorsi a Venezia, in un Penzo inespugnabile quasi per tutti e contro la prima della classe, la Juve Stabia si sta preparando al meglio per un doppio confronto casalingo che presumibilmente deciderà il destino delle vespe. I gialloblu, praticamente mai coinvolti nella lotta per non retrocedere, sono a cospetto di un bivio: chiudere la stagione con serenità proiettandosi al futuro con rinnovate ambizioni o alimentare il sogno playoff e coronare il triennio più emozionante della storia dei campani. L’occasione è di quelle ghiotte. Al Menti, in ordine cronologico, arriveranno prima il Cesena e poi il Catanzaro, due scontri diretti determinanti e nei quali il fattore campo potrà fare la differenza. Proprio per questo, ancora una volta, società, staff tecnico, dirigenza e calciatori hanno rivolto un appello al pubblico affinché lo stadio possa essere gremito in ogni ordine di posto e spingere la squadra alla vittoria proprio come fa la curva Sud da inizio stagione e soprattutto nei momenti di maggior difficoltà. E’ evidente che la piazza non stia rispondendo come le vespe meriterebbero. Basta leggere la classifica relativa agli spettatori per rendersi conto che il sold out si sia registrato soltanto in occasione del derby contro l’Avellino, con uno spettacolo da brividi anche nei distinti e in tribuna. Per il resto statistiche in contrapposizione con il grande lavoro del direttore sportivo Lovisa, con gli investimenti della società e con l’atteggiamento battagliero di un gruppo che ha sempre sudato la maglia e che ha tratto insegnamenti preziosi da mister Abate. Castellammare è soltanto diciassettesima nella speciale graduatoria del tifo, con una media di 4017 presenze a partita tra paganti e abbonati. Lo zoccolo duro è costituito dai 1891 fedelissimi che hanno sottoscritto il carnet a scatola chiusa la scorsa estate, quando in tanti temevano che la partenza di Thiam, Peda, Floriani Mussolini, Fortini e Adorante (con annesso passaggio del tecnico Pagliuca all’Empoli) fosse sinonimo di ridimensionamento. Invece la Juve Stabia ha saputo confermarsi a livelli altissimi, giocandosela alla pari con le big e trasformando ancora una volta lo stadio amico in un fattore al quale aggrapparsi per aggiungere punti preziosi alla classifica e imporsi in zona promozione. Contro il Cesena, dunque, si spera di superare quota 3500 che è la media del girone di ritorno, con ampi spazi vuoti soprattutto nelle gare con Bari, Spezia, Carrarese, Padova e Pescara.

“Sono la nostra arma in più” ha detto in una recente intervista a TMW il portiere Alessandro Confente “in qualche occasione i fischi ci hanno sorpreso perché riteniamo di aver sudato la maglia a prescindere dai risultati. Per noi sono un fattore importante, speriamo di coltivare insieme fino alla fino il sogno di andare in serie A attraverso gli spareggi. E per farlo c’è bisogno del supporto di una piazza che ha fame di calcio almeno quanto noi”. Quanto all’aspetto tecnico, Abate è alle prese con la solita emergenza. Per la sfida di domani pomeriggio con il Cesena non saranno a disposizione Candellone, Pierobon, Zeroli e Maistro, ma anche Leone non sta benissimo e lo staff medico predica prudenza. Vista l’emergenza a centrocampo non è da escludere che il trainer gialloblu opti per la soluzione Ricciardi mezzala, ruolo che ha già ricoperto (e con buoni risultati) a Cosenza. In avanti, invece, si va verso la riproposizione del tandem Gabrielloni-Okoro, con Bellich, Giorgini e Dalle Mura (favorito su Varnier) a protezione di Confente e Carissoni e Cacciamani sulle fasce. Infine novità sul fonte societario: Filippo Polcino torna nel club in veste di presidente esecutivo del club.

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