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Lecce, Corvino: "Vogliamo far crescere il club. L'arrivo di Trinchera ne è la dimostrazione"

Lecce, Corvino: "Vogliamo far crescere il club. L'arrivo di Trinchera ne è la dimostrazione"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
lunedì 02 agosto 2021 15:34Serie B
di Claudia Marrone

Non solo il presidente Saverio Sticchi Damiani. A margine della conferenza di presentazione del neo Ds Stefano Trinchera, in casa Lecce è intervenuto anche il responsabile dell'area tecnica Pantaleo Corvino. Queste le sue parole, riprese da pianetalecce.it: "Quando un responsabile lavora per raggiungere gli obiettivi e i risultati deve avere il coraggio di andare avanti per la sua strada. Come responsabile dell’area tecnica mi sono sempre dato degli obiettivi, ciascuno di noi nella vita lavora per raggiungere qualcosa. Ho sempre lavorato inseguendo i risultati, con qualsiasi budget. Il mio obiettivo principale qui a Lecce è quello di far crescere il club, riportando il territorio dove merita. Per raggiungere i risultati mi avvalgo di un mio modello, che contempla un’organizzazione e un organigramma a livello di area tecnica. Nel mio modello cerco di migliorare le strutture e il settore giovanile, che è la mia vocazione. Quando una proprietà accetta il mio modello, propongo gli uomini. La scelta di affiancare a me un Ds fa parte del mio modello. Forse in Italia sono stato il primo ad avvalermi di un direttore sportivo e proprio perché credo in un calcio globalizzato talvolta l’ho trovato anche fuori dai confini. Passo per un accentratore ma non lo sono. Ho voluto aspettare un anno per andare a trovare la persona giusta che mi affiancasse e con le sue competenze fosse capace di supportare me e questa società per raggiungere gli obiettivi. Io preferisco prendere un giocatore in meno ma creare una organizzazione importante, in modo che se un domani arriveremo su una montagna non ci arriveremo con i pantaloncini corti. Noi siamo preposti a essere giudicati per quello che facciamo. Quello che sto dicendo adesso l’ho detto anche l’anno scorso: delle mie capacità ne devono parlare gli altri, io metto a disposizione la mia esperienza. È visibile a tutti la crescita del club, dal punto di vista delle attrezzature, delle strutture, attraverso gli sforzi della società. La Primavera era in A2 e ora è in A1, dopo tanti anni. Con la prima squadra non avevamo sbandierato la Serie A, ma molti ancora pensano che siamo stati noi a non volerci andare. In nove mesi abbiamo lavorato tantissimo e a quattro giornate dalla fine eravamo a un passo dalla promozione. Il motore in quella squadra c’era. Può darsi che la squadra sia arrivata sgonfiata, per usare un termine da tifoso, ma non è colpa della società. A pochi minuti dalla fine c’era un rigore determinante, chi l’ha sbagliato? La società? Solo menti insane possono dire che la società non voleva la serie A. Questo riguarda quello che si è fatto. Oggi la squadra rientra e si ricomincia una nuova stagione. Noi vogliamo portare questo territorio dove merita. Faremo di tutto, è una sfida mia personale e di questa proprietà. È una sfida, se saremo tutti insieme, uniti, possiamo vincerla. Pur non avendo i mezzi degli altri, rispetto agli altri abbiamo la voglia di arrivare, siamo tutti leccesi e vogliamo vedere il nostro territorio al massimo. La passione e l’amore verso questo club sono caratteri che ci contraddistinguono. Questa sfida vogliamo vincerla tutti insieme. E ribadiamo quello che abbiamo detto lo scorso anno: vogliamo far crescere questo club, e l’innesto di Stefano Trinchera ne è la dimostrazione. I giocatori bravi quest’anno con tanti sforzi li stiamo tenendo, qualcuno che pensavate fosse bravo se oggi non c’è più gnifica che c’è qualche motivo extra-campo che ci ha portato a fare questa scelta. Sono arrivato qui che c’era una età media di 29 anni, a fine stagione era di 25. Stiamo continuando ancora adesso con quest’opera, mettendo gioventù ed esperienza. I nuovi acquisti hanno una età media di 22 anni. Cercheremo di raggiungere i nostri obiettivi mantenendo un equilibrio economico, quest’anno ancor più che in passato. Ci sono club che falliscono, perché si seguono certi sapientoni del calcio che incitano a fare quello che un club non dovrebbe fare. Dai club che falliscono ci sono giocatori appetibili, ma non possiamo prenderli se hanno ingaggi che alterano gli equilibri di questo club”.

Conclude: "È da tanti anni che sono vicino a Stefano Trinchera. Per me è un onore e un privilegio dire di essere cresciuto vicino a Mimmo Cataldo, carpendo i segreti suoi e di altri Ds. Io immagino sempre il calcio come nel ‘400 e nel ‘500, quando c’erano le botteghe, dove si andava per imparare un mestiere. E a volte quello bravo diventava più bravo del maestro. Quando parlava Mimmo Cataldo stavo in silenzio. Ora se mi metto con i più giovani io devo stare in silenzio e vogliono parlare sempre loro. Quando c’è tanto da fare bisogna avere degli uomini al proprio fianco”.

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