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Per chi sta lavorando Roberto Mancini? Una vittoria a Parigi garantì a Spalletti altri nove mesi da CT, ma oggi c'è tutt'altro scenario politico

Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
Oggi alle 00:00Editoriale
03.10.2026 00:00Editoriale
L'Italia ha conquistato un buon pareggio ieri a Parigi contro la Francia, un altro passo in avanti dopo la vittoria per 4-1 in Turchia
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di TUTTOmercatoWEB.com

Nel maggio 2018 Roberto Mancini fu scelto dal commissario Roberto Fabbricini e poi, qualche mese più tardi, confermato dal nuovo presidente FIGC Gabriele Gravina. Otto anni dopo, il Mancio è stato scelto dal titolare della cattedra Giovanni Malagò ma potrebbe presto esser oggetto di valutazioni del nuovo commissario. Strano il mondo, d'obbligo il condizionale perché alla decisione sul commissariamento mancano ancora tre giorni e l'ex numero uno dello sport italiano spera ancora nel colpo di teatro: gli riuscì nel 2013, vedremo adesso. Complicato. Però intanto la scelta di puntare sul manager di Jesi sta portando in dote anche qualche sorriso. Se e quando ci sarà di nuovo un futuro ad alti livelli per la nostra Nazionale è ancora presto per capirlo, ma intanto ieri a Saint-Denis è arrivato un pareggio contro la Francia. E' stato rovinata la festa che 80mila tifosi francesi avevano già preparato a Zinedine Zidane.

Buoni segnali dall'Italia

L'Italia ha fornito una buona prestazione. Ha lavorato con umiltà accettando il maggior tasso tecnico di Olise e Doué, ma ha contrapposto ai transalpini cambi gioco e grande compattezza. Umiltà e anche coraggio. Idee. La Francia ha costantemente controllato il pallone, ma nel primo tempo l'Italia è stata più pericolosa. Alla fine abbiamo pareggiato soprattutto perché Gigio nel secondo tempo ha dato vita a un'altra serata da 9 in pagella, d'accordo, ma non solo. Sulla fascia destra abbiamo trovato un nuovo titolare: Michael Kayode. Fagioli e Tonali riproposti insieme intrigano, funzionano. E poi sì, possiamo giocare col tridente: anche contro una delle migliori difese del mondo l'Italia s'è resa pericolosa. Ha creato le sue occasioni.

Siamo a una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Un esordio molto negativo contro il Belgio, ma poi due ottime trasferte in Turchia e in Francia. Ma cosa vuol dire tutto questo in proiezione futura? Onestamente ancora poco. Perché oggi la situazione è talmente provvisoria da tutti i punti di vista che parlare di rinascita è prematuro. Tre mancate qualificazioni al Mondiale impongono quantomeno mesi di prudenza.

Ricordare la vittoria a Parigi con Spalletti CT?

E poi c'è la questione commissario tecnico. Due anni fa proprio una vittoria a Parigi garantì a Luciano Spalletti altri nove mesi da CT. Dopo il disastroso Europeo in Germania la Nazionale vinse 3-1 a Parigi grazie ai gol di Dimarco, Frattesi e Raspadori che ribaltarono l'iniziale vantaggio transalpino targato Barcola. Quel trionfo doveva rappresentare un punto di ripartenza, ma poi tutti sappiamo com'è andata. La fiducia confermata a Spalletti annunciata dopo Euro 2024 e ribadita dopo Parigi fu figlia di valutazioni politiche più che tecniche. Era anche e soprattutto la conseguenza della voglia di Gravina di non fare un passo indietro, per il presidente della FIGC era una conferma necessaria per poi ricandidarsi (e farsi rieleggere per la terza volta) il successivo febbraio. Valutazioni politiche che anche oggi possono condizionare il futuro del CT, anche se siamo dinanzi a venti totalmente diversi.

Nessun dorma (tranquillo...)

La verità è che Roberto Mancini con la vittoria in Turchia e col pareggio di Parigi s'è guadagnato del credito a prescindere da ciò che succederà martedì al CONI. Sta dimostrando di aver capito da dove ripartire. Però se da martedì non dovrà più far riferimento a Giovanni Malagò chi ha certezza del fatto che resti? Chi può dire oggi che in questi giorni non stia lavorando per un altro CT? Nessuno, nemmeno il Ministro dello Sport (che però l'ha fatto...). Perché se Malagò martedì va a casa lo fa per un vizio di forma preso a pretesto dopo scelte che hanno subito scontentato i suoi sostenitori della prima ora. I suoi grandi elettori. Già, proprio quella Serie A che avrebbe voluto Antonio Conte a guidare la Nazionale. E allora antenne dritte, perché nel calcio italiano in cui succede tutto e il contrario di tutto può accadere anche la messa in discussione di un CT tornato a Coverciano da una manciata di settimane che ha fatto quattro gol in Turchia e pareggiato in Francia. Onestamente, vi sorprenderebbe?

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