La Top 11 del Girone A di Serie C: la capolista sbatte sul muro Furlan
E’ andata in archivio la 35^ giornata nel Girone A di Serie C. Questi i risultati:
Arzignano Valchiampo-Renate 0-0
Union Brescia-Cittadella 2-1
Lecco-Vicenza 2-0
Novara-Lumezzane 1-3
Pro Vercelli-Inter U23 0-2
Trento-Alcione Milano 1-0
Giana Erminio-Dolomiti Bellunesi 1-1
Pro Patria-Triestina 1-1
Albinoleffe-Pergolettese 3-0
Virtus Verona-Ospitaletto 0-0
Di seguito la TOP 11 di TuttoMercatoWeb.com che opta per il 4-3-3:
Furlan (Lecco): è vero che il Vicenza è già promosso ed era reduce da una settimana di festeggiamenti per il ritorno in cadetteria, ma al Rigamonti-Ceppi è stata partita vera e il portiere ha dovuto sbrogliare diverse situazioni delicate. Il doppio intervento in pochi minuti su Stuckler vale mezza vittoria.
Nessi (Ospitaletto): è vero che la Virtus Verona ha graziato i ragazzi di Quaresmini fallendo un calcio di rigore al 95’, ma nella giornata che sancisce l’aritmetica salvezza non si possono non riconoscere i meriti di una difesa che ha concesso davvero le briciole a chi si giocava la proverbiale partita della vita. Lui è stato il migliore.
Rigione (Trento): un calciatore della sua caratura non può che risultare determinante in questa categoria. Di testa le prende tutte e conferma di essere in crescita anche dal punto di vista atletico. Risorsa fondamentale in chiave playoff.
Amerighi (Inter U23): era molto importante tornare alla vittoria dopo una serie di gare inspiegabilmente sottotono per la formazione di Vecchi. Lo 0-2 sul campo della Pro Vercelli porta la firma dei difensori, premiamo lui per aver sbloccato il risultato con una conclusione bellissima dalla distanza: pallone sotto la traversa e poi in fondo al sacco.
Spedialieri (Renate): non una bellissima partita, quella contro l’Arzignano, merito soprattutto delle due difese che si sono battute con gli attaccanti avversari senza esclusione di colpi. Ottima davvero la sua performance: concentrato e agonisticamente “cattivo” fino alla fine.
Damiani (Arzignano): parte dalla panchina, ma viene gettato nella mischia a inizio ripresa per conferire maggiore dinamismo alla mediana. Entra con il piglio giusto e partecipa attivamente anche alla manovra, con annesso salvataggio decisivo nel finale su De Leo.
Pinto (Giana Erminio): partita di grande sostanza, quella del capitano, ancora una volta tra i trascinatori di una squadra che può essere assolutamente soddisfatta del percorso fatto in questa stagione. Meno di 10 minuti ed è proprio lui, con un bel tiro in diagonale su assist di Vitale, a sbloccare lo 0-0.
Rolando (Lumezzane): partita molto divertente, quella del Piola di Novara, con tante occasioni da una parte e dall’altra e giocate di qualità. A inaugurare un match intenso e ben giocato dagli ospiti è il gol del centrocampista che, quasi dal dischetto del rigore, batte il portiere con un tiro imparabile.
Konate (Lecco): falcata poderosa da parte del classe 2006, un’azione personale devastante partita dalla linea di centrocampo e conclusa con un tiro perfetto che ha permesso alla squadra di Valente di archiviare con autorevolezza la pratica Vicenza.
Crespi (Union Brescia): è vero che c’è una categoria di differenza, ma chissà se ad Avellino si saranno pentiti di averlo fatto partire con sei mesi d’anticipo visto che sta facendo grandi cose con la maglia biancazzurra. Il gol è una gemma da vedere e rivedere: avversario saltato, stop elegante e tiro all’incrocio da 30 metri che fa esplodere il Rigamonti. Conquista il rigore poi trasformato da Lamesta e sfiora la doppietta colpendo la traversa. Devastante.
Marconi (Dolomiti Bellunesi): lo svantaggio lampo aveva lasciato presagire un altro pomeriggio in apnea, invece la formazione di Bonatti conferma di avere carattere e la pareggia quasi subito grazie a una meravigliosa conclusione al volo del centravanti. Nella circostanza ottima anche l’assistenza di Mignanelli.
Federico Valente (Lecco): si dirà che il Vicenza avesse meno ambizioni, ma i biancorossi stanno onorando al meglio il finale di stagione e battere una corazzata non è mai semplice. Onore e merito al lavoro di un allenatore che, in un anno e mezzo, ha garantito un evidente salto di qualità.











