Serie C, il report FIGC di Gravina: 178 club esclusi in quarant'anni. I costi volano
Un sistema definito "ipertrofico". È questa la parola che Gabriele Gravina sceglie nel suo report sullo stato di salute del calcio italiano (pubblicato sul sito della FIGC dopo la cancellazione dell'audizione parlamentare seguita alle sue dimissioni) per descrivere la dimensione del professionismo italiano. Un termine che chiama in causa direttamente la Serie C, il cui profilo economico e finanziario è fotografato nel dettaglio dagli allegati al documento.
97 club professionistici: l'Italia è fuori scala
Secondo il FIFA Professional Football Report 2023, l'Italia conta 97 società professionistiche, superata solo da Messico (244), Turchia (136), Argentina (118), Thailandia (110) e Arabia Saudita (108). Solo l'11% delle federazioni nazionali al mondo (tra cui Argentina, Brasile, Inghilterra, Italia, Thailandia, USA e Messico) dispone di tre o più leghe professionistiche. La proposta di ridurre le dimensioni della Lega Pro attraverso la riforma dei campionati è sul tavolo federale dal febbraio 2020, ma dopo diciassette bozze di lavoro non è mai stata approvata, bloccata dal meccanismo del "diritto di intesa" delle Leghe e dalla necessità di una maggioranza qualificata dei tre quarti.
Perdita media di 300mila euro al giorno
Il Report Calcio FIGC 2025 analizza i bilanci di 46 club su 60 della Serie C nella stagione 2023-2024. Il valore della produzione medio per club è di 4,734 milioni di euro, a fronte di un costo della produzione medio di 7,317 milioni. Il risultato netto medio è una perdita di 2,69 milioni di euro per club, ovvero circa 300mila euro al giorno a livello di sistema. La perdita aggregata accumulata dal 2007 al 2024 ammonta a 1,277 miliardi di euro, con solo il 15% dei club in attivo nell'ultima stagione analizzata.
Il costo del lavoro in rapporto al valore della produzione si attesta all'89,1% nel 2023-24: un dato sostanzialmente invariato rispetto all'88,4% del 2019-20, ma con un picco devastante al 104,1% nel periodo Covid, a conferma di quanto la categoria sia strutturalmente esposta agli shock esterni. Il patrimonio netto aggregato della Serie C è negativo (-1,8 milioni nel 2023-24), segnale di una fragilità patrimoniale profonda.
178 club esclusi in quarant'anni: il 92% del totale
L'Allegato 10 fornisce il dato più impietoso: dal 1986-87 al 2024-25 sono stati 178 i club di Serie C non ammessi ai campionati professionistici per inadempimenti economico-finanziari, su un totale di 194 esclusioni nell'intero professionismo italiano. Il 92% dei casi, dunque, riguarda la terza serie. Tra il 2011 e il 2024 sono stati inflitti complessivamente 507 punti di penalizzazione.
Agenti: 11 milioni di commissioni, Salernitana davanti a tutti
Anche sul fronte delle commissioni agli agenti sportivi la Serie C mostra una crescita preoccupante. Secondo i dati FIGC relativi al 2025, il totale della categoria ammonta a 11,13 milioni di euro. Il club che ha speso di più è la Salernitana con 3,35 milioni, seguita da Cosenza (1,13 milioni) e Catania (830mila euro).
I segnali positivi: giovani, pubblico e ascolti in crescita
Non tutto il report parla di crisi. Il Report Calcio FIGC 2025 dedica uno spazio specifico ai segnali di vitalità della Serie C. Il campionato è sempre più giovane: nella stagione 2024-25 (alla 25ª giornata) il 32% dei minuti è stato giocato da ragazzi nati dal 2002 in poi, con il numero di calciatori in lista settore giovanile cresciuto del 135% (da 185 a 435) tra il 2022-23 e il 2024-25. L'affluenza allo stadio ha superato per la prima volta nella storia del ReportCalcio i 3 milioni di spettatori totali nel 2023-24, con una media di 2.694 per partita (+32,1% sul precedente anno). Gli ascolti televisivi sono passati dagli 8,4 milioni del 2021-22 ai 25,7 milioni del 2023-24, con una fan base stimata in 5 milioni di tifosi. Numeri che raccontano di un campionato con un bacino di interesse reale, ma con un modello economico che rischia di non reggere il confronto con la sua stessa crescita di popolarità.











