Laporta "dimentica" Messi nel 10° anniversario della morte di Cruyff: "Johan il più grande"
Le dichiarazioni di Joan Laporta non sono mai casuali, né banali. E questa volta, nel giorno del decimo anniversario della scomparsa di Johan Cruyff, il numero uno blaugrana ha scelto di andare dritto al punto, sapendo perfettamente che avrebbe fatto rumore. "Per me è stato il miglior giocatore della storia", ha dichiarato senza esitazioni, aggiungendo poi, quasi a voler attutire l’impatto: "Con tutto il rispetto per Pelé, Diego Maradona, Ronaldinho o Lionel Messi, Johan aveva tutto". Una frase che è già diventata un caso, soprattutto per quel riferimento a Messi, inevitabilmente percepito come un ridimensionamento.
Laporta, però, non parla solo da dirigente: parla da uomo cresciuto con il mito di Cruyff. "Quando arrivò al Barcellona nel 1973 avevo dieci anni. Era moderno, libero, diverso. Ci ha segnati tutti", ha raccontato, evocando un’epoca in cui il calcio non era solo competizione, ma anche rivoluzione culturale. E proprio qui sta il punto. Per Laporta, Cruyff non è solo un fuoriclasse: è un’idea di calcio. "È stato il giocatore più bello che abbia mai visto. Quando scendeva in campo, ti divertivi", ha aggiunto, ricordando anche lo storico 0-5 al Bernabéu come simbolo di un cambiamento epocale.
Parole che riaprono inevitabilmente il dibattito eterno su chi sia il più grande di sempre. Ma che, soprattutto, confermano una cosa: al Barcellona, l’eredità di Cruyff non è mai stata superata. Nemmeno da Messi.











