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Il derby non è un'ossessione, Inzaghi vede un ciclo. Inter, un entusiasmo da scudetto

Il derby non è un'ossessione, Inzaghi vede un ciclo. Inter, un entusiasmo da scudettoTUTTO mercato WEB
lunedì 22 aprile 2024, 00:56I fatti del giorno
di Ivan Cardia

"Potrebbe essere un giorno importantissimo per tutti noi, ma non la stiamo vivendo come un'ossessione. Speriamo che possa accadere e stiamo lavorando perché accada, ma non è un'ossessione". Simone Inzaghi lo ripete due volte per chiarire il concetto. Nella conferenza stampa di una vigilia speciale, enfatizzerà ancora il termine per mettere in chiaro che sì, l'Inter può vincere lo scudetto nel derby per la prima volta nella storia del derby; e sì, questa cosa piacerebbe un sacco a tutti ad Appiano Gentile; ma no, se anche non dovesse accadere nelle prossime ore la seconda stella prima o poi arriverà e allora tutti abbastanza tranquilli. Anche per il futuro, perché Inzaghi, che un anno fa viveva ben altra situazione, adesso affronta Pioli a parti invertite, e sul rinnovo è lui che può prendere tempo: "Adesso abbiamo un unico pensiero che è vicino, ci sarà tempo e modo sapendo che io qui sto molto bene. Ho una dirigenza alle spalle molto competente. È un ciclo che deve proseguire, è normale che se arriva questo trofeo, e se arriva presto sarebbe il sesto in tre anni, il settimo in sette".

Che entusiasmo alla Pinetina. A caricare la squadra, non che Inzaghi non l'abbia fatto nelle segrete stanze degli spogliatoi, ci ha pensato la gente dell'Inter. Accorsa in massa ad Appiano e salutati dalla squadra fuori dal centro sportivo, al grido neanche troppo diplomatico di "uccideteli". E poi anche Steven Zhang, che in mattinata ha ribadito il suo impegno e nel pomeriggio ha inviato ai giocatori.

Pochi dubbi di formazione. Forse sarebbe meglio dire nessuno. Inzaghi ritroverà Pavard e Lautaro, al rientro dalla squalifica ed entrambi titolari, rispettivamente con Acerbi e Bastoni in difesa, e con Thuram in attacco. Darmian è ampiamente favorito sulla destra, per il resto ci sarà lo scioglilingua Barella-Calhanoglu-Mkhitaryan in mediana con Dimarco a sinistra. E, ça va sans dire, Sommer in porta.

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