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Il grande ritorno di Lukaku è un'operazione storica: Romelu, il primo agente di se stesso

Il grande ritorno di Lukaku è un'operazione storica: Romelu, il primo agente di se stessoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
lunedì 20 giugno 2022, 08:00Il corsivo
di Ivan Cardia

Partiamo dalla cronaca, quella delle ultime ore e quella (prevedibile) delle prossime: Romelu Lukaku è a un passo dal tornare a essere un giocatore dell'Inter. Una notizia che sembrava clamorosa anche solo da immaginare, a meno di un anno dal ricchissimo trasferimento al Chelsea: ad agosto 2021, i Blues acquistavano Big Rom per 115 milioni di euro. Oggi, sono pronti a liberarlo in prestito per una cifra che, con i bonus, supererà di poco i 10: non è neanche la metà del costo di ammortamento annuo del suo cartellino sul bilancio del club londinese. Vista da Stamford Bridge, questa operazione - che apre al ritorno definitivo e anche a nuovi affari sull’asse Milano-Londra - assume i tratti di un piccolo suicidio economico, con diverse motivazioni: lo scarso feeling tra Tuchel e il bomber; l'intenzione della nuova proprietà di aprire un ancor più nuovo ciclo; la ferrea volontà dello stesso Romelu, già evidente nella celebre intervista a Sky di dicembre.

Ha fatto tutto Lukaku. Da mesi, il giocatore belga è stato il grande artefice di questo suo sorprendente ritorno. Difficile dire se con quelle dichiarazioni, non concordate col Chelsea, fosse consapevole di muovere i fili in vista dell'estate. Di fatto, l'intervista è stata la prima tessera che ha mosso un domino destinato a chiudersi a tinte nerazzurre. In tempi più recenti, è stato sempre Lukaku a orchestrare l'affare. Ha rotto con il suo agente, anche in maniera plateale e con tanto di stoccata social, pur di potersi muovere in maniera più agevole, affidandosi all’avvocato Ledure per il necessario supporto legale, prezioso e delicato in un affare così intricato. Ha detto chiaramente all'Inter che voleva tornare e al Chelsea che voleva andare via, mettendo le due società di fronte a un copione praticamente scontato. Certo, dovevano (e in parte devono ancora) trovare un accordo, ma la tavola era apparecchiata nel migliore dei modi. Per rivedere la Pinetina, il centravanti si ridurrà lo stipendio, il tutto in tempi così brevi da consentire ai nerazzurri - e sembra una falla nel già fallibile decreto crescita, ma se c'è non è colpa di chi la sfrutta - di usufruire del noto regime di agevolazione fiscale. Un piccolo capolavoro, tutto firmato e sottoscritto Romelu Lukaku.

Il primo agente di se stesso. In realtà, qualche precedente c'è. Molti calciatori si affidano a famigliari, i quali hanno o sviluppano in seguito una certa competenza, magari appoggiandosi a dei professionisti in partenza. Il caso di Joshua Kimmich è inoltre quello più simile: la scorsa estate, il tedesco ha mollato la sua storica agenzia. Tutto sommato, però, doveva trattare un rinnovo di contratto, arrivato in quattro e quattr'otto. Lukaku, viceversa, è stato il principale regista di un'operazione impensabile, di quelle che solitamente avrebbero richiesto l'inserimento di almeno un paio di intermediari. È un cambiamento di paradigma, non di secondo piano. Pastorello, a breve anche formalmente ex agente di Big Rom, in fin dei conti non ha fatto altro che il suo lavoro, come sempre nel modo che riteneva migliore: dopo aver portato un anno fa il suo assistito nel miglior campionato al mondo, nel club campione d'Europa, a guadagnare un pozzo di soldi - e, va comunque ricordato, all'epoca Lukaku ne era abbastanza soddisfatto - gli ha fatto notare quanto sarebbe stato difficile tornare indietro e gli ha consigliato di restare dov'era, al massimo di aspettare. Nulla da eccepire, insomma. Se non fosse che, prendendo la palla in mano, Lukaku ha alleggerito le pratiche, abbassato i costi, dimezzato i tempi. Visto il suo desiderio, è stato il miglior procuratore possibile. E non è che gli agenti non servano, anzi; l'andamento, i costi, i tempi di questa trattativa, però, pongono tante domande su tutte le altre negoziazioni che agitano le estati di mercato.