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In un amen una commissione per controllare i club ma tempi biblici per gli stadi di proprietà…

In un amen una commissione per controllare i club ma tempi biblici per gli stadi di proprietà…TUTTO mercato WEB
mercoledì 29 maggio 2024, 08:53L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

Non sono schierato politicamente, ho già tanto che mi fa arrabbiare… Tuttavia, devo ammettere che, ultimamente, la figura del governo mi lascia perplesso. Lo sport è sempre stato universamente libero di prendere le proprie decisioni, senza l’intervento dei “poteri forti”. Ogni volta che è accaduto, solitamente si è giunti all’inevitabile cortocircuito. In un amen, è stata concepita la tanto chiacchierata commissione per controllare i conti dei club di calcio (e non solo, anche delle società di basket). Come sempre, si è cercato di fare passare la novità come un aiuto al mondo del calcio. Al momento ho solo avuto la conferma che sarà nominata dal governo e vedrà, nella commissione, la presenza del direttore dell’agenzia delle entrate e dell’Inps. Durata dell’incarico? Sette anni…
Chissà, magari si dimostrerà una buona idea. Tuttavia, da come hanno reagito i massimi organici calcistici europei, diciamo che non è stata accolta con tanto entusiasmo. Onestamente, potrei anche accettare questo nuovo progetto. Magari c’è davvero la volontà di migliorare il mondo del calcio. Qui scatta però una riflessione. In poche settimane è stata “varata” la commissione, eppure sono decenni che il governo non si preoccupa della questione più urgente, calcisticamente parlando: gli stadi. I primi che hanno presentato i progetti per uno stadio di proprietà a favore di Milan e Inter ora sono in pensione. A Roma, Pallotta ha perso la ragione per cercare di costruire un nuovo stadio… Commisso ormai ci ride sopra.

Ora pure il ricchissimo Como si sta interessando su come fare per rendere il Sinigaglia uno stadio all’avanguardia e da Serie A… Mani nei capelli per tutti quanti. Ci sono talmente tanti paletti che pare una sfida impossibile, destinata a fallire. Perché? Nessuno lo sa veramente… Ognuno ha valide ragioni, ognuno non fa nulla per trovare un modo per trovare un accordo. Nessuno si prende una singola responsabilità e, intanto, trascorrono settimane, mesi, anni… Il male oscuro del calcio italiano è questo: il veto ai club di potersi modernizzare. Con uno stadio di proprietà, la commissione avrebbe meno problemi con i bilanci delle società. Eppure, tutto cristallizzato, senza che nessuno ne capisce il motivo.
Ormai siamo una barzelletta. C’è chi è già nel futuro (come Real Madrid e Barcellona) e chi è ancora invischiato nelle pec…
Faccio i complimenti a quei pochi che ci sono riusciti. Alla Juventus, in primis, che, con l’Allianz Stadium, ha tra le mani un impianto di proprietà davvero multifunzionale. Nella ristretta lista figurano anche il Mapei Stadium del Sassuolo, il Bluenergy Stadium dell'Udinese, il Benito Stirpe del Frosinone e il Gewiss Stadium dell'Atalanta (ormai quasi completato). Poche eccezioni che stonano con gli altri Paesi calcisticamente parlando cove gli stadi di proprietà sono circa il 75% del totale. Il governo pensa a dare l’ok alla commissione ma non mette becco sugli stadi, lasciando che i club si scannino con le amministrazioni regionali e locali… Poi però, se si vince gli Europei, tutti a festeggiare, anche chi è al governo. So già che mi diranno che sono io a non capire… Probabilmente sarà davvero così, colpa della mia estrazione apolitica.

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