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Adesso Claudio Ranieri è ufficialmente libero per la Nazionale: due vantaggi, no all'ipotesi dt

Adesso Claudio Ranieri è ufficialmente libero per la Nazionale: due vantaggi, no all'ipotesi dtTUTTO mercato WEB
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Ivan Cardia
Oggi alle 13:32Serie A
Ivan Cardia

Circa venticinque km separano Piazzale Dino Viola, sede del centro sportivo della Roma a Trigoria, da Via Gregorio Allegri, dove si trovano gli uffici della FIGC. In macchina, traffico permettendo, servono più o meno 50 minuti. Per arrivare al Centro Tecnico Federale di Coverciano, la casa della Nazionale, c’è invece bisogno di 3 ore o poco più. Sono le distanze che, idealmente, Claudio Ranieri è da oggi a tutti gli effetti libero di immaginare.

Prima il presidente federale. Salutata la Roma, Ranieri è ufficialmente libero per la Nazionale italiana, bisognosa di un commissario tecnico dopo il terremoto e per ora nelle (ottime) mani del ct dell'Under 21, Silvio Baldini. Sir Claudio - il ritiro conta fino a un certo punto, per l’Italia potrebbe rispondere “presente” - è un profilo che può mettere tutti d’accordo, almeno idealmente. Prima, però, ci sono dei passi da compiere: Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, rimase scottato dal suo no notturno, ma non può comunque scegliere il futuro ct. Toccherà al suo successore, che sarà eletto il prossimo 22 giugno: a meno di sorprese, si sfideranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, i due candidati a oggi in campo, con il primo in leggero vantaggio. Prima di allora, al massimo, ci potranno essere dei contatti informali, ma è difficile che venga presa una scelta: Franco Carraro, pur molto esperto di politica sportiva, ha proposto che, per non perdere tempo, della scelta del ct si occupi il consiglio federale. In realtà, però, l’organo - che si riunirà a giorni - decade formalmente con le dimissioni del presidente, e resta in carica in regime di prorogatio solo per gli affari di ordinaria amministrazione.

I vantaggi: tempi e costi. In questo percorso, il nome di Ranieri ha almeno due grandi vantaggi su tutti i possibili concorrenti (di cui parliamo più avanti): essendo già libero e non avendo velleità di trovare squadra altrove, può permettersi di aspettare. Fine giugno è infatti un pessimo momento per scegliere un allenatore: le società hanno già iniziato la programmazione della stagione successiva, chi deve trovare panchina non può aspettare così a lungo. Ranieri, invece, sì. C’è poi la questione legata al budget: quello federale - che sarà approvato il prossimo 30 aprile in consiglio federale - non è altissimo. Altri profili avrebbero richieste sensibilmente superiori.

Nodo ruolo? L’ormai ex senior advisor romanista, più che da ct, nelle ultime settimane è stato ipotizzato come direttore tecnico, un’accoppiata pensata - e non realizzata - qualche anno fa con Lippi e Ventura. Il ticket, nel caso, riguarderebbe Massimiliano Allegri, ma a oggi non è così probabile: negli incontri di ieri con AIC e AIAC, sia Malagò che Abete hanno concordato l’inserimento di un ex calciatore al vertice del club Italia (Paolo Maldini primo nome, ammesso che accetti). Improbabile avere ben tre teste pensanti (contando anche il ct) di peso: proprio l’esperienza romanista suggerisce che è meglio non accostare allenatore ad allenatore.

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