Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroeSportsFormazioniCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A AtalantaBolognaCremoneseEmpoliFiorentinaHellas VeronaInterJuventusLazioLecceMilanMonzaNapoliRomaSalernitanaSampdoriaSassuoloSpeziaTorinoUdinese
Canali altre squadre AlessandriaAscoliAvellinoBariBeneventoBresciaCagliariCasertanaCesenaFrosinoneGenoaLatinaLivornoNocerinaPalermoParmaPerugiaPescaraPordenonePotenzaRegginaTernanaTurrisVenezia
Altri canali Serie BSerie CChampions LeagueFantacalcioNazionalieSportsStatisticheStazione di sosta

Berardi, l’ultima bandiera della Serie A. Raspadori, il coraggio di fare il grande salto

Berardi, l’ultima bandiera della Serie A. Raspadori, il coraggio di fare il grande saltoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
giovedì 18 agosto 2022, 08:00Serie A
di Ivan Cardia

Diventare grande, ma nel Sassuolo. Ieri, oggi e domani: Domenico Berardi ha deciso, ancora una volta. Il neroverde è il bicolore che gli sta meglio addosso, l’unico che a questo punto vestirà nella sua carriera da giocatore. Nel 2027, Mimmo avrà 33 anni: il rinnovo ufficializzato ieri è probabilmente solo il penultimo contratto della sua carriera. Ma di sicuro è quello che chiude una porta: a meno di sorprese e clamorose rotture, il fantasista di Cariati. Una scelta in controtendenza rispetto ai suoi numeri: nell’ultima stagione, Berardi è stato uno dei migliori esterni d’attacco d’Europa. Non rispetto alle sue decisioni passate: quando era in odore di fare il grande salto, alla fine ha sempre scelto di rimanere in Emilia.

La storia infinita e la comfort zone. Come tutte le storie, anche quella di Berardi ha tanti modi di essere raccontata. Inevitabilmente, il Sassuolo e il diretto interessato hanno scelto quella della vicenda d’amore. Tra le lusinghe delle big e la società che lo ha scoperto su un campo di calcetto, ormai tredici anni fa, Domenico ha scelto quest’ultima. È una chiave di lettura a tutti gli effetti corretta: Berardi è l’ultima bandiera della Serie A. In tempi nei quali i più romantici rimpiangono i Maldini, i Totti, i Del Piero, la gente capace di tenersi una e una sola maglia addosso per tutta la carriera, il calabrese ha fatto proprio quella scelta lì. Il rovescio della medaglia? Che all’amore si lega la comfort zone: è successo in passato, è capitato di nuovo. Pur potendo fare il grande salto, pur avendone i numeri, Berardi non ha rischiato il balzo nell’ignoto del grande calcio. E quei simboli di cui sopra - i Maldini, i Totti, i Del Piero - sono diventati grandi calciatori anche perché l’unica maglia era quella di una big. Berardi, se sarebbe potuto diventare tale, non lo sapremo mai. O meglio, lo sarà, lo è già, ma per il Sassuolo.

Raspadori sta facendo un’altra scelta. L’altro prodotto di eccellenza del vivaio neroverde, Giacomo Raspadori, sta per prendere un’altra strada. Quella che Berardi non ha mai voluto imboccare: per poco coraggio o per troppo amore? Si torna lì. Il classe 2000 è sempre più vicino al Napoli: manca ancora qualcosa, ma la svolta per la chiusura è dietro l’angolo. E poi, per l’attaccante che ha le stigmate del predestinato, ci saranno i rischi che il suo predecessore non ha preso: la Champions, le sfide di vertice, l’adrenalina e le pressioni. Onori e oneri. Non è questione di qualità, a volte pesano di più i desideri, i caratteri, le ambizioni. E alla fine l’unica scelta giusta è quella che ti porta dove volevi davvero essere all’inizio del percorso. Anche se questo lo scopri solo alla fine.