Como, il tecnico della Primavera Falsini: "Stessa filosofia di Fabregas. Cassano, futuro top"
Gianluca Falsini, allenatore del Como Primavera, ha raccontato a Sky Calcio Unplugged la filosofia alla base del lavoro del settore giovanile del club lariano: "Noi abbiamo tanti italiani e solo 4 stranieri nella rosa Under 20 del Como, lavoriamo molto sul territorio. Chiaramente vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia, guardiamo se un ragazzo è pronto per poterlo sviluppare e darlo a Cesc".
Sui principi condivisi con la prima squadra: "Abbiamo delle idee di gioco molto simili, chiaramente ogni rosa ha delle specifiche individuali diverse di giocatori che differiscono l’una dall’altra. Per esempio noi e l’U-17 costruiamo o difendiamo a 3, mentre l’U-18 lo fa a 4, ma i concetti di gioco sono gli stessi. Cerchiamo sempre di avere il dominio del gioco avendo rispetto dell’avversario. È una filosofia che la società ci ha inculcato dal primo giorno e che dobbiamo sicuramente sostenere. Questo perché Fábregas vuole questo tipo di giocatori, non significa che assomigliamo al Barcellona, noi ci adattiamo alle caratteristiche dei calciatori che alleniamo. Siamo molto focalizzati sullo sviluppo individuale del giocatore, è un po’ il nostro dogma".
Sul rapporto con Fabregas: "Per quanto riguarda il rapporto che ho con Fábregas non è quotidiano dato che il tempo libero non è tantissimo, però la sua straordinarietà, oltre a essere un allenatore moderno con idee fantastiche, è soprattutto la sua umanità, la disponibilità che dà a noi allenatori. Non mi ha mai negato una chiacchierata o un dubbio che avevo, condividiamo sempre tanti discorsi a livello individuale e uno di questi riguarda Riccardo Cassano. Secondo me avrà un futuro fulgido perché è un ragazzo fantastico, ma che deve migliorare tantissimo sviluppando il suo talento, sono convinto che lo farà. Questo per noi è fondamentale perché prima viene l’uomo e poi il calciatore e lo stesso ragionamento vale per Cesc. Collaboriamo molto anche con il suo staff, ci aggiorniamo settimanalmente per lavorare al meglio. Per me è stato semplice perché dopo 4 anni di Roma le mie idee erano molto simili a quelle della società, di conseguenza introdurmi in questo club è stato piuttosto semplice. Naturalmente tempo libero ne abbiamo poco, è bello ma un po’ stressante alla fine".
Su Emanuele Lulli, avuto alla Roma: "Inizialmente non era stato preso in considerazione, il mio merito è stato quello di spostarlo nella sua attuale posizione che ricopre con Gasperini. Prima giocava mezzala, l’ho spostato terzino in una difesa a 4 e chiaramente quando passavamo a 3 giocava quinto come sta facendo adesso. È un ragazzo con delle qualità morali incredibili, veniva al campo e sapeva che non era tra i più bravi ma che aveva delle potenzialità straordinare. Quello che sta facendo oggi è tutto merito suo e di Gasperini che l’ha valorizzato".






