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Dzeko a nervi tesi, Lukaku torna Big, Calha dove lo metti domina: Inter mina vagante Champions

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
giovedì 23 febbraio 2023, 08:45Serie A
23.02.2023 08:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

L'Inter batte 1-0 il Porto e mette la testa avanti. È un muso, corto come (non) piace ad Allegri, non sufficiente a considerare archiviata la pratica ma che induce fiducia sul ritorno al Dragao. Anche perché, prima di ogni cosa, l'Inter ha dato a Simone Inzaghi le risposte che voleva: anche dopo un girone della morte superato con le ossa tutte intere, serviva una prova di maturità. Ed è arrivata, in una serata non facile dal punto di vista nervoso: per dirne una, Barella di poco tempo fa avrebbe perso la testa nel primo tempo. È rimasto concentrato, non ha litigato, ha chiuso con l'assist e l'abbraccio a Lukaku. Ma le fotografie sono tante.

Dzeko a nervi tesi. Inzaghi e Calhanoglu ci hanno scherzato su, ci può stare. Il bosniaco ha giocato male ed era il primo a saperlo. Ha inscenato una lite abbastanza improvvisata con Onana, è uscito non proprio entusiasta. È la mezza nota stonata di una serata positiva. Mezza perché, tutto sommato, la concorrenza può aiutare pure lui, gli stimoli servono anche alla soglia dei 37 anni. E qualche riflessione su un rinnovo frettoloso soprattutto per il ruolo che dovrebbe ricoprire, ci può stare da entrambe le parti.

Lukaku torna Big. Anche per la Curva Nord, finalmente libera nel cantare per il figliol prodigo. Il gol su rigore all'Udinese e quello al Porto: due indizi non fanno una prova, ma ci si avvicinano. Nel faticoso percorso del 90 nerazzurro verso la miglior versione di sé stesso, la prova di ieri sera può essere la svolta mentale che mancava. Per l'Inter, una notizia fantastica: avere finalmente il super-centravanti ritrovato in estate può essere l'arma in più per quel che verrà.

Calhanoglu dove lo metti domina. MVP non per tutti ma per la UEFA sì. Tra quelli che si salvavano finché ha giocato regista, tra i migliori una volta passato a mezzala. Dal turco arrivano soltanto conferme: a proposito di maturità e di testa, al Milan non era così decisivo e non serve neanche rimarcarlo ogni volta. Prima si parlava di rinnovi: il suo è da firmare domani, e infatti sarà così.

Inter mina vagante Champions. Il discorso si potrebbe allargare all'Italia, che per la prima volta nella sua storia vince tre ottavi di finale su tre. Ma dicasi carro davanti ai buoi, anche solo per quanto riguarda i nerazzurri. Un passo alla volta, prima il ritorno col Porto e poi si vedrà. Però, col campionato che è diventato un orpello a metà - bisogna comunque conquistare almeno il quarto posto - l'Europa è un territorio nel quale ci si può divertire. Vincere? Magari no, è un volo pindarico. Ma togliersi ulteriori soddisfazioni, questo sì.

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