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Marco Branca: "Mourinho alla Roma un'accelerazione di orizzonti"

ESCLUSIVA TMW - Marco Branca: "Mourinho alla Roma un'accelerazione di orizzonti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
giovedì 06 maggio 2021 10:00Serie A
di Andrea Losapio

"Un ritorno all'Inter? Non sarebbe giusto". A parlare è Marco Branca, ex direttore sportivo nerazzurro nella gestione Massimo Moratti, vincitore del Triplete con José Mourinho. "Quando finiscono grandi cicli, quando uno consuma grandissime energie e ha avuto stimoli pazzeschi... Ha bisogno di altro per ricostruire. In dieci anni ho vinto quindici titoli, credo sia giusto andare".

Per evitare l'effetto minestra riscaldata?
"Storicamente, anche per quanto riguarda gli allenatori, quando c'è un ritorno raramente va bene".

Cosa fa ora?
"In particolare nulla, se non qualche consulenza nel mondo del calcio. Mi chiamano i club quando hanno bisogno di stringere rapporti".

Rientrerebbe?
"Io sono sempre disponibile. Quando capiterà ne sarò ben felice".

Il passato che ritorna: Mourinho è andato alla Roma.
"Io l'ho visto bene, perché credo che vada in una proprietà ambiziosa che ha già ampiamente dimostrato l'idea prendendo Mou. Va in una città passionale, affamata di calcio. Ci sono tutti gli ingredienti e gli stimoli perché faccia benissimo lì. Può essere l'ambiente giusto anche per valorizzare tutta la passione che ha Roma per la squadra".

Roma però brucia tutto, ha detto Capello...
"Tutte le piazze appassionate sono le più difficili. Se le cose non dovessero andare bene, per José non sarebbe differente la difficoltà già vissuta con altre squadre con grandissime tifoserie. Penso una parte della sua decisione vada anche in questo senso: gli piace un ambiente passionale, ne trova giovamento per il suo rendimento".

Si aspettava che Conte potesse lasciare un segno all'Inter?
"Nessuno ha mosse critiche alla squadra per il campionato, fatto in maniera esemplare. C'è stato da ridire per la parte europea, ma lui si difende benissimo da solo, così come la squadra, a suon di risultati. Ha confermato di essere la più continua, nella scorsa stagione è arrivata seconda, quest'anno prima, in più c'è uan finale di Europa League. C'è stato bisogno di tempo per sistemarsi con la scelta di gioco, tattica".

Però Conte rimaneva una bandiera della Juventus.
"Siamo nel 2021, bisogna rendersi conto che deve prevalere sempre l'aspetto professionale. Poi è chiaro che il calcio rimanga uno sport di emozioni, di tradizioni, di bandiere. Di sicuro non bisogna avere pregiudizi nei confronti dei professionisti, lui come Marotta. Se poi piacciono di più altri personaggi sono scelte personali".

E poi ad agosto scorso sembrava deciso ad andarsene... È stata questa la parte difficile?
"Anche il club è stato bravo a minimizzare la faccenda. Perché quando si vince, di sicuro, ci sono tutte le componenti che funzionano bene. Qualcuno magari esagera, ma se l'altra compensa e dà solidità va tutto bene. Questo fa parte della storia quotidiana del calcio, ci sono problemi ogni settimana, ogni tre giorni se ci sono le Coppe. Tutto il club Inter ha dimostrato di poter vincere perché più continuo. Non c'è ombra di dubbio".

Anche perché di critiche ne aveva ricevute anche a Mourinho.
"Già a novembre del primo anno, c'erano un milione di voci discordanti. L'opinione pubblica, tramite la stampa, faceva leva sul gioco mostrato: se era quello visto fino ad allora, non era possibile fare meglio di Mancini. I paragoni nel calcio ci sono sempre finché uno vince. Qualcuno sarà favorevole, altri no. Credo sia una scelta di stimolo, un'accelerazione di orizzonti, anche per il club Roma".

Dopo lo Scudetto di domenica ha sentito Moratti?
"Ci sentiamo un paio di volte al mese. Però in questi giorni qui, se devo essere sincero, non ci siamo ancora chiamati".

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