Genoa, De Rossi: "Sarebbe da stupidi e non professionisti sottovalutare il Bologna"
13.20 - Proseguire la striscia positiva. E' l'obiettivo del Genoa che domenica pomeriggio sfiderà fra le mura amiche il Bologna. In vista della gara del "Ferraris", il tecnico rossoblù interverrà in conferenza stampa dal centro sportivo "Gianluca Signorini" di Pegli. Segui la diretta testuale su TUTTOmercatoWEB.com.
13.44 - Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Si arriva da una mini-striscia positiva. Come arriva il Genoa alla gara contro il Bologna?
"I punti danno sicurezza. Abbiamo lavorato nella maniera corretta, c’è l’umore giusto e l’entusiasmo. Dobbiamo stimolarlo ma c’è anche grande attenzione contro un avversario forte".
C'è un Baldanzi in più. Cosa può dare?
"A questo punto poco perché è ancora infortunato. Non lo abbiamo ancora ufficializzato. E’ un ragazzo a cui tengo, vedo tantissimo in lui ma ad oggi non è ancora un giocatore del Genoa. Mi concentro su chi, spero, domenica ci faccia vincere la prossima partita".
E' arrivato Bijlow. Sai già chi può giocare fra lui e Leali?
"Ci devo pensare. O non te lo voglio dire (ride ndr). E’ arrivato motivato, dentro questa realtà. Non sapevo che avesse giocato solo con la maglia del Feyenoord quindi mi sono immedesimato in quel primo giorno al Boca. Ho visto che è stato accolto benissimo dai compagni, dai portieri e dallo staff. Si è buttato dentro al tentativo di imparare qualcosa di italiano. E’ un portiere dal passato importante, battezzato come il portiere della nazionale olandese. Ha avuto degli infortuni. Abbiamo visto qualcosa che piace nei portieri. Poi Strootman, che ci è venuto trovare, ci ha confermato quanto si dice in Olanda. Deve ora capire la nostra richiesta e poi vediamo che succederà domenica. Oggi più che mai sappiamo di avere un parco portiere più che completo".
Analizzando le tue partite, il Genoa sarebbe nella parte sinistra della classifica. Il Bologna paradossalmente ne avrebbe meno.
"E' uno stimolo per forza perché abbiamo tre partite contro squadre più quotate di noi: Bologna, Lazio e Napoli. All'exploit e zoppicare nelle successive, preferisco avere continuità. Purtroppo o per fortuna esiste una sola classifica e io mi sento dentro questa classifica. Sento miei i punti fatti, sento miei i punti non fatti, sento mie le responsabili di essere a tre punti dalla retrocessione, sento mio l'orgoglio di essere a tre punti da decimo e undicesimo posto. Sottovalutare il Bologna sarebbe da stupidi e da non professionisti. So quanto è forte il loro allenatore, negli ultimi anni più volte ha fatto costantemente bene ovunque sia andato".
TMW - Come sta Norton-Cuffy? Fermo restando l'affidabilità di Sabelli.
"Sta meglio, spinge. Gli ho chiesto se può spingere mi ha chiesto di sì. Ha fisicità e averlo è importante, ma averlo al 100% è ancora più importante. Su Sabelli, l'ho detto dopo Parma, ha fatto bene ma dopo tanto tempo che era fermo. Lì può giocare Ellertsson, Cornet, fermo restando che siamo contenti di quello che sta facendo Brooke".
Baldanzi può fare anche il centravanti?
"Ho visto che gliel’ha fatto fare Gasperini il falso centravanti. La fisicità è quella che è, è un trequartista, un centrocampista aggiunto in più. Toglierebbe un po’ di presenza in area e qui abbiamo un centravanti e attaccanti forti. Vogliamo che siano più presenti in area. Sono contento di loro, poi se segnano meglio ma quando non lo fanno può essere perché il portiere fa bene. Per quanto riguarda Baldanzi, quando arriverà, vedremo se sarà un’opzione ma non credo di farlo giocare centravanti".
Ti senti di aver preso questa squadra in poco tempo?
"Ho incontrato difficoltà tecnico tattiche, come accaduto in passato a Roma. Ho sentito che chi mi era attorno mi dava resposanibilità e si fidava di me. Devo ringraziare i giocatori per questo che corrono quando dico di correre e di fermarsi quando dico di fermarsi ma perché hanno conosciuto i ruoli. Sono uomini predisposti a lottare, più che per me si rendono conto di che piazza sia il Genoa. Il tifoso che applaude quando perdi è perché vede che dai qualcosina in più. Siamo orgogliosi di avere questa piccola pressione addosso".
A Vitinha manca il gol?
"Sta trovando continuità di prestazioni, che è la cosa più importante. Più che Vitinha o Colombo, funziona la coppia. Il fatto di avergli chiesto di giocare un po’ sotto a Colombo lo porta un po’ più distante dalla porta. Vorrei che fosse sempre capace di ricordarsi che è un attaccante. E’ vero che lo porto un po’ a zonzo per il campo ma vorrei non si dimenticasse fosse un uomo di qualità".
Con Ostigard squalificato ci sarà l'opportunità per Otoa?
"Gioca Otoa centrale. Penso sia il futuro del Genoa. Penso sia un giocatore dal futuro assolutamente brillante. Ha avuto un piccolo fastidio al ginocchio, non c’è stato il minimo dubbio di forzarlo. E’ un difensore eccezionale".
In difesa è arrivato Zatterstrom.
"Abbiamo visto delle grandi qualità in lui che ha fatto vedere nella sua esperienza al Malmoe piuttosto che in quella inglese. E’ un giovane che non gioca da tanto tempo ma per quello visto al Malmoe è un giocatore di personalità, che entra dentro il campo col suo mancino e che gioca a testa alta. Spero che il suo adattamento sia il più breve possibile ma sono curioso di vedere cosa può diventare quel giocatore".
Psicologicamente quanto importante chiudere clean nelle ultime due gare?
E' importante ma se devo parlare di difesa non prendo la gara col Cagliari come esempio. Se invece penso a 90 minuti in 10 contro 11 contro l’Atalanta è stata la gara perfetta. I clean sheet fa bene alla salute perché vuol dire che esci dal campo con un punto nella peggiore delle ipotesi. Non prendere gol ci mette nella condizione di, fra virgolette, sperare di fare gol. Siamo convinti di poter far male e fare gol".
Mancano i gol dei difensori?
"Abbiamo lavorato sui piazzati. Stamattina in particolare abbiamo lavorato su quello, specie in quelli difensivi. I gol degli altri difensori arriveranno. Ostigard è quello che attacca meglio gli spazi, ha questo fiuto che è difficile da allenare ma si può lavorare sulle traiettorie e sui posizionamenti. Arriveranno i gol degli altri difensori".
Quando la Roma prese Baldanzi hai detto che non avrebbe avuto il passo per fare l'esterno.
"Vorrei parlare di meno di un giocatore che non ha ancora firmato. Per rispetto di tutti. E’ un giocatore che deve stare dentro il campo per cercare la palla fra le linee. E’ un giocatore molto frizzante, dinamico, tignoso. Se me lo immagino in questo stadio può diventare un beniamino perché ha il dna dei genoani".
Quando alla Roma si infortunò Rui Patricio hai schierato Svilar con una grande intuizione. Puoi avere questa intuizione anche qui con Bijlow e Leali?
"Io faccio un passo indietro e mi confronto col ds e con gli allenatori dei portieri. Abbiamo parlato molto. Non c’era urgenza di cambiare gli equilibri come a Roma. Penso di non avere avuto un occhio particolarmente brillante per riconoscere che Svilar fosse qualcosa diverso. Mile può essere messo fra i 3-5 portieri più forti del mondo. Sono stato fortunato a trovarmi in quella situazione e trovare un grande uomo come Rui Patricio. Penso di ritrovarmi nella stessa situazione. Non c’è nessuna urgenza, Nicola sta parando bene. Sono due portieri diversi, uno salvaguarda i pali e l’altro più propenso all’uscita. Non dico nulla mi prendo un giorno in più".
Le prestazioni di Vitinha.
"Ci sta dando un mano ma deve dare una mano anche a riempire l’area. Anche se ci fosse un treuqarista. Lui è un attaccante e quando smette di sbattersi in fase di ripiegamento deve pensare ad andare in area".
Quanti punti ci vogliono per salvarsi?
"Non sono mai stato bravissimo in queste cose. Sono sempre proiezioni che poi oscillano nella seconda fase di stagione. Penso sia anche abbastanza inutile farle. Sicuro non bastano 20, bisogna vincere domenica e arrivare a 23 che si sta meglio che a 20".
Venturino a Roma.
"Non gliel'ho permesso io, purtroppo, di esprimersi e mi spiace. E’ un top, è un ragazzo posato, educato e super rispettoso di tutti i ruoli. Mi spiace perché inizia la stagione, hai 22 giocatori, decidi la tua rosa, punti su Venturino o su Fini e magari gli dai più possibilità. Io ho accettato il Genoa quando aveva tre punti. Forse è una mentalità molto italiana, forse un po’ vecchia nonostante sia un allenatore giovane. All’inizio pensi di appoggiarti un po’ all’esperienza. Avrei dovuto avere un po’ più di coraggio ma non è facile arrivare con 29 giocatori e quando hai partite da dentro fuori punti su altri giocatori. Mi prendo la responsabilità su di lui e su Fini, ho dato loro poco spazio non perché non mi fidassi. Ha una gamba impressionante, spero faccia una grandissima stagione e un gran successo. Se lo merita. Ho chiamato Roma e ho detto che arriva un mio 'protetto'".
14.18 - Termina la conferenza stampa di Daniele De Rossi.











