Inter, che fine hanno fatto Asllani e Bellanova?
Il primo ha giocato per l'ultima volta nel derby di Milano vinto a inizio febbraio, un minuto più recupero. L'ultima apparizione del secondo risale addirittura al secondo tempo della sconfitta contro l'Empoli del 23 gennaio, una prova di sicuro non indimenticabile. Fuori dai radar è un eufemismo: Kristjan Asllani e Raoul Bellanova sono spariti dall'Inter, all'improvviso. Nel 2023, considerando tutte le competizioni, l'albanese arriva a 238 minuti e l'italiano ad appena 99, sui 1170 a disposizione. Nell'intera stagione, in due, si fermano a un totale di 862 minuti in campo: poco più di Correa, che della squadra di Simone Inzaghi non è certamente un titolare. E non è un caso che, tra le varie osservazioni fatte dalla dirigenza nerazzurra al tecnico nella giornata di martedì, vi sia stato proprio il pochissimo impiego dei due.
Futuro da scrivere. Più o meno, perché in realtà Asllani è da considerarsi dell'Inter a tutti gli effetti, essendo già scattato l'obbligo di riscatto dall'Empoli. È considerato nell'Inter del futuro, ma se le cose stanno così è inevitabile che qualche riflessione vada fatta. Più intricato il discorso che riguarda Bellanova, il quale vive una situazione di incertezza: la società nerazzurra ha già investito 3 milioni per il prestito dal Cagliari, ma dovrebbe spenderne 7 per riscattarlo. La fiducia nelle qualità del giocatore c'è, di sicuro una stagione fin qui vissuta nelle retrovie non ha aiutato. Se ne parlerà, quantomeno, con gli isolani. Più del futuro, in effetti, in viale della Liberazione preoccupa il presente: l'Inter è agli ultimi posti in Serie A per impiego di giocatori under 23, risorse che altre squadre - l'esempio della Juventus di Fagioli e Miretti è il più lampante - hanno sfruttato per affrontare momenti delicati. I nerazzurri no: nessuno si immagina che Asllani o Bellanova cambino una stagione di alti e bassi. Il paradosso è che, se buttati in campo da salvatori della patria, è improbabile che possano rivestire tale ruolo. Più semplicemente, per una squadra che a volte manca di freschezza e quasi sempre di imprevedibilità, inserire davvero due ragazzi, giovani ma neanche troppo inesperti, nelle rotazioni potrebbe sembrare una buona idea. Fin qui, però, non è stato così.
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