Bierhoff: "Rinnovamento Italia? Processo lungo, in Germania frutti raccolti dopo 10 anni"
TMWIntervenuto al "Festival del Calcio", Oliver Bierhoff ha parlato della crisi del calcio italiano paragonandolo a quello tedesco:
La Nazionale italiana non è in un buon periodo. Tu hai guidato il rinnovamento delle nazionali tedesche. Cosa serve per rimetterci in piedi?
"Devo dire un po' di tutto. Quello di cui ci si deve rendere conto è che il cambio non può avvenire in 2-3 anni, serve tempo. Nel 2000 abbiamo cambiato metodo di allenarsi, l'educazione, abbiamo investito in infrastrutture, negli stadi, nelle accademie. Abbiamo pensato ci volessero 10 anni. E nel 2010 in Sudafrica si vide al Mondiale una Germania diversa, con giocatori tecnici. Serve pazienza, ma anche convinzione e la forza di dire: 'Dobbiamo cambiare'. Da fuori non posso giudicare, ma pensavo che serve proprio arrivare al fondo per risalire. Mi sembrava che l'Italia ci fosse arrivata e che dicesse 'basta', con un cambio forte, investimenti forti".
Klopp e Mancini sono gli uomini giusti per far ripartire nel breve termine?
"Nel breve è difficile, oggi c'è mancanza di qualità. Con tutto il rispetto di ogni giocatore, l'Italia arrivata in Germania con Baggio, Del Piero, Pirlo, Cannavaro. Anche la Germania la guardo e penso: quali sono ad alto livello in un grande club europeo ad incidere? Fanno bene, certo, ma i campioni sono come Matthaus, che va in Italia ad essere decisivo. Quando sono arrivato io era tutto al top, anche come preparatori tecnici, per dire, ma sembra che vi siate rilassati senza la capacità di cambiare".
Altre notizie Serie A






