Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

“L’anno che verrà” non arriva: è il Bologna dei rimpianti e di un Dall’Ara che non spaventa più

“L’anno che verrà” non arriva: è il Bologna dei rimpianti e di un Dall’Ara che non spaventa piùTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:30Serie A
Leonardo Nevischi

L'anno vecchio è finito, ormai. Ma qualcosa ancora qui non va”. Cantava così Lucio Dalla ne ‘L’anno che verrà’ e mai come ora questo verso - che risuona al Dall’Ara al termine di ogni gara casalinga - risulta di estrema attualità. Di fatto, il 2026 è iniziato esattamente come si era chiuso il 2025: tra difficoltà, rimpianti e un’identità che fatica a ritrovarsi.

Una volta il Dall’Ara era uno stadio inespugnabile, un luogo in cui venire a giocare era un esercizio di sopravvivenza, soprattutto per le squadre più forti: due sole sconfitte casalinghe nella scorsa stagione, tra l’altro arrivate con Verona e all’ultima giornata con il Genoa, quando tutto era già scritto. Oggi quel fortino sembra un ricordo sbiadito, una fotografia sbiancata dal tempo e dai risultati.

Il 2-2 contro il Celtic è l’ennesimo tassello di un mosaico che continua a comporsi nel modo sbagliato. Una rimonta che evita la sconfitta ma non cancella i rimpianti, anzi li amplifica. Perché il Bologna di Vincenzo Italiano ha giocato per oltre un’ora in superiorità numerica, eppure si è ritrovato sotto di due gol, con il secondo arrivato addirittura in undici contro dieci. Una contraddizione che racconta meglio di mille parole il momento dei rossoblù.

Con questo pareggio sfuma – non ancora matematicamente, ma di fatto sì – la possibilità di chiudere tra le prime otto e di evitarsi il doppio turno di playoff. Ora il destino passa obbligatoriamente dall’ultima gara, giovedì prossimo contro il Maccabi Tel Aviv: vincere sarà fondamentale per presentarsi da testa di serie e garantirsi il ritorno al Dall’Ara. Un Dall’Ara che, però, oggi non fa più paura a nessuno.

I numeri sono impietosi. Nelle ultime cinque partite di campionato giocate in casa sono arrivate quattro sconfitte e un pareggio. L’Europa League, che avrebbe potuto rappresentare uno stimolo, una scossa emotiva, non ha acceso nulla.

E pensare che fino a novembre questo Bologna sembrava una creatura quasi perfetta. Poi qualcosa si è rotto: una sola vittoria nelle ultime nove giornate, tra l’altro contro il Verona ultimo in classifica e soffrendo fino alla fine. 6 punti sui 27 disponibili, 5 sconfitte. Tradotto: oltre la metà delle partite perse. Numeri che non appartengono a una squadra capace di andare in Champions League e di alzare una Coppa Italia.

Contro il Celtic Italiano ha provato a cambiare il destino in tutti i modi. Dal 73’ ha disegnato un inedito 4-1-4-1 ultra offensivo, con Moro davanti alla difesa e una batteria di trequartisti e ali – Orsolini, Odgaard, Rowe, Cambiaghi – a supporto di Dallinga. Dal 84’ ha spinto ancora di più, inserendo Lykogiannis per Casale, rinunciando a un difensore puro al fine di aumentare la pressione. Il coraggio non è mancato, le idee nemmeno.

Il problema, ancora una volta, sono stati i gol subiti. L’harakiri di Skorupski, al rientro dopo 75 giorni di stop, pesa come un macigno. Così come l’ennesima rete incassata su palla inattiva, capitolo ormai diventato un dossier corposo e allarmante. Fa quasi impressione il dato dei calci d’angolo: 16 per il Bologna, appena 2 per il Celtic. E proprio su uno di quei due è arrivato il gol scozzese.

Il pareggio lascia aperta una porta europea, ma allarga una voragine di dubbi. Il Bologna rimonta, reagisce, non muore mai. Ma non basta più. Dalla cantava che “Il nuovo anno porterà una trasformazione” ed è il caso di dire che “tutti quanti stiamo già aspettando”.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile