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L'idolo Federer, la sfida a Djokovic e il Pisa nel cuore: Francesco Maestrelli si racconta

L'idolo Federer, la sfida a Djokovic e il Pisa nel cuore: Francesco Maestrelli si raccontaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 09:05Serie A
Ludovico Mauro

"Sono stati giorni molto belli ma anche dispendiosi, un'esperienza che mi porto nel cuore verso un futuro migliore". Francesco Maestrelli esordisce così, in esclusiva con Tuttomercatoweb.com, quando gli chiediamo dell'esperienza più affascinante e spettacolare che abbia mai avuto: affrontare Novak Djokovic sul Centrale degli Australian Open. Un match che l'ha catapultato nella notorietà, dentro la quale porta con sé la sua Pisa e il suo Pisa. Sì, perché l'emergente tennista toscano ha avuto un passato anche nel calcio, crescendo per anni nelle fila nerazzurre prima di dedicarsi alla racchetta e restandone ancora oggi grande tifoso: "Mi piace molto andare allo stadio, quando ne ho la possibilità vado sempre. Quest'anno è successo un paio di volte, soprattutto quella contro la Juventus me la ricordo bene, era poco prima di andare in Australia. Spero che si sarà ancora occasione perché mi piace tanto", aggiunge sul suo seguito all'Arena Garibaldi.

Prima però una parentesi sul tennis. Avrebbe mai pensato di giocare uno Slam?
"Me lo sono sempre augurato, ma pensato direi di no. Non avrei mai immaginato di condividere il campo col giocatore più vincente che il tennis abbia mai avuto, questo mi fa molto orgoglioso. Così come sono fiero della mia prestazione, spero sia di buon auspicio per il resto della stagione".

Primo Slam e subito Djokovic. Per la sua generazione (2002, ndr) è stato il simbolo.
"Devo dire che il mio primo idolo è stato Federer, ma ho avrò visto un milione di partite di Nole. Mi ha fatto strano, dopo averlo visto così tanto in televisione, trovarmelo di fronte e giocarci contro. Ho pagato un po' lo scotto all'inizio, ma tutto sommato sono molto contento della prestazione che ho fatto e addirittura credo di aver avuto anche le mie chances: questo mi fa felice e ben sperare per i prossimi tornei".

Quando ha saputo della sfida, ha avuto i brividi?
"Non lo sapevo nemmeno! Il tabellone non lo avevo controllato e ad annunciarmelo è stato il giornalista che mi ha intervistato dopo la prima partita. È stata una sensazione choc perché sono arrivato al match col pensiero: 'Sono sul Centrale, contro il giocatore più vincente di tutti i tempi. Ok, spero di fare almeno una bella figura'. Dopo questa prima sensazione, però, ho pensato a godermela e così è stato".

In adolescenza ha lasciato il pallone per dedicarsi al tennis. Scelta che oggi, immaginiamo, rifarebbe.
"Il calcio mi piace molto, ma rifarei la stessa scelta. Forse per la mia indole; mi piace che sia uno sport individuale e tutto possa dipendere da me. Rifarei la stessa scelta per lo stesso motivo".

E a proposito del calcio, quanto soffre per il Pisa?
"La stagione è dura per mille motivi. A partire dal fatto che siamo neopromossi dopo 34 anni, ero certo non sarebbe stata una stagione facile ma sono comunque orgoglioso della squadra. È bello, da tifoso, vedere i ragazzi che per novanta minuti danno tutto e sprecano sempre ogni goccia di sudore. Sono fiducioso per la seconda parte di campionato, spero di centrare la salvezza".

Se le avessero chiesto, tanti anni fa, tra giocare uno Slam e la promozione del Pisa in Serie A, in quale avrebbe scommesso?
"Sicuramente il Pisa. Era una squadra che rincorreva l'obiettivo da molto tempo e una piazza importante. Per quanto riguarda me, giocare uno Slam era un sogno nel cassetto che sapevo di poter raggiungere, anche se avrei dovuto impegnarmi molto e si sarebbero dovute verificare tante combinazioni. Sono contentissimo".

Da dove nasce la passione nerazzurra?
"Da quando ero alle scuole medie. Ho cominciato a vedere i playoff dalla Serie C e da lì mi sono appassionato tantissimo. Per quanto possibile, ho provato a seguirlo sempre, anche quando ero fuori città per la mia professione. Quest'anno sto un po' soffrendo, lo seguo dal vivo molto poco… (ride, ndr)".

Ci ha detto l'idolo tennistico, ma ne avrà avuto anche uno nel calcio.
"Mi piaceva molto Edgar Cani, che ci segnò un gol decisivo per la promozione in Serie B contro il Foggia. Il ricordo più bello è proprio quella partita lì, che il Pisa vinse 4-2 dopo il rigore trasformato da Mannini, pensa un po' me le ricordo tutte (ride, ndr). Ero in gradinata, c'era un'atmosfera incredibile".

Tornando a oggi, quanto crede alla salvezza?
"Tanto. Questi ragazzi, se riescono a inanellare un po' di risultati positivi dando seguito alle prestazioni che stanno offrendo, hanno tante possibilità di salvarsi. E me lo auguro con tutto il cuore".

Chiudiamo tornando al tennis. A breve Sinner-Djokovic, che ha rapporto ha con i due fenomeni?
"Con Nole purtroppo non ho mai avuto un rapporto diretto. Sono giocatori che si vedono poco, cercano di centellinare ogni energia che hanno per metterla nelle partite. Mentre con Jannik ho un po' più di rapporto, non è uno di tante parole ma quando apre bocca è sempre bello ascoltarlo. Si è congratulato con me per il percorso e l'esperienza che ho fatto, è stato veramente bello".

Secca: chi vince la semifinale?
"Jannik".

E chi vince l'Australian Open?
"Alcaraz…".

Non la risposta che ci aspettavamo.
"Perché lo vedo tanto tanto solido e agguerrito, l'ho visto in tutte le prestazioni. Sta crescendo sempre di più e credo che la finale sarà la solita. Spero che vinca Jannik, ma Alcaraz in questo momento lo vedo un attimo più avanti".

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