La forza del progetto Simeone e il peso delle occasioni mancate: l'Atletico a un bivio
Un ciclo che rischia di chiudersi senza trofei. E con la sensazione, sempre più concreta, che per Diego Simeone e l’Atletico Madrid sia arrivato il momento delle domande difficili.
Non è solo una stagione storta, ma un incrocio di occasioni mancate che fa rumore. Dopo l’entusiasmo seguito al successo nei quarti contro il Barcellona, lo stesso tecnico argentino aveva parlato di "energia speciale", lasciando intravedere la possibilità di un finale di stagione indimenticabile. In pochi giorni, però, lo scenario si è ribaltato: sconfitta in finale di Copa del Rey e poi l’eliminazione in semifinale di Champions League contro l’Arsenal.
Il dato più evidente è proprio questo: l’Atletico ha investito, si è rafforzato, ha alzato il livello della rosa, ma non è riuscito a trasformare il salto di qualità in titoli. E inevitabilmente, quando i risultati non arrivano, il peso ricade sulla figura che più di tutte ha definito l’identità del club negli ultimi 14 anni. Simeone non è però un allenatore che si può leggere soltanto attraverso il bilancio di una stagione. Ha cambiato la storia recente dell’Atletico, ne ha costruito la mentalità, l’ha resa una presenza stabile nell’élite europea. Ha portato il club dove raramente era stato prima, imponendo un modello riconoscibile e competitivo.
Eppure, proprio questa eredità rende ancora più delicato il presente. Perché il rischio non è giudicare un fallimento, ma trovarsi davanti alla fine naturale di un ciclo straordinario, senza però il trofeo che lo renda completo. Forse il vero interrogativo non è cosa abbia perso Simeone in questa stagione, ma cosa l’Atletico sarebbe disposto a cambiare per tornare a vincere davvero.











