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La notte di Kvaratskhelia: nel caos perfetto di PSG-Bayern, il georgiano incanta tutti

La notte di Kvaratskhelia: nel caos perfetto di PSG-Bayern, il georgiano incanta tuttiTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:36Serie A
Michele Pavese

C’è un prima e un dopo Khvicha Kvaratskhelia nel Paris Saint-Germain. E la semifinale contro il Bayern Monaco lo ha ribadito con una forza quasi definitiva: oggi Luis Enrique ha un riferimento tecnico ed emotivo che cambia il senso delle partite. Nella notte del 5-4, la più spettacolare della stagione europea, il georgiano ha fatto tutto. Ha segnato due gol (sono 100 da professionista), certo, ma ridurre la sua partita ai numeri sarebbe quasi offensivo, perché l'ex Napoli ha inciso in ogni zona del campo: ha creato superiorità costante, ha attirato raddoppi liberando spazi per i compagni, ha lavorato in fase difensiva con una continuità che lo rende un unicum nel panorama europeo.

Un giocatore totale
È proprio questa completezza a fare la differenza. Non è un’ala solo estro e fantasia, ma un giocatore totale, che interpreta il ruolo in chiave moderna: attacca come un fuoriclasse, difende come un esterno, pensa come un regista. Nella catena di sinistra con Nuno Mendes diventa devastante, perché non lascia mai la giocata al caso. Ogni movimento ha uno scopo, ogni scelta è funzionale alla squadra. E poi c’è la dimensione mentale: Kvaratskhelia sembra crescere con l’importanza della partita. Più il livello si alza, più lui si prende responsabilità. Contro il Bayern, in una gara fuori controllo, piena di ribaltamenti e tensione, è stato il punto fermo. .

Com'è cambiato rispetto a Napoli
Il salto rispetto al passato è evidente. A Napoli era già un campione capace di illuminare il gioco. A Parigi è diventato qualcosa di diverso: un leader tecnico, un giocatore che sposta gli equilibri nelle notti che contano davvero, che si sacrifica per i compagni e li trascina. E allora il tema non è più solo quanto sia forte Kvaratskhelia, ma quanto sia diventato centrale nel progetto di Luis Enrique. In una squadra piena di talento, è lui a dare senso a tutto, forse più del Pallone d'Oro.

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