La seconda eccezione alla regola dei tifosi della Lazio è un atto d'amore per Sarri
No al derby, sì alla finale di Coppa Italia. La Curva della Lazio farà una seconda eccezione alla regola, che prevede di disertare l'Olimpico come segno di protesta nei confronti della gestione Lotito.
"In 21 anni di motivi per contestare questa presidenza ce ne sono stati tanti, sicuramente quello che ha messo tutti veramente d’accordo è la persistente mancanza di rispetto nei confronti di un intero popolo" ha recitato un recente comunicato da parte dei gruppi organizzati del tifo biancoceleste.
Dalla partita contro il Genoa del 30 gennaio, la Curva si è sempre svuotata, proseguendo la protesta contro Atalanta (due volte), Sassuolo e Parma. E così anche sarà nel derby dove però sarà la Roma ad essere formalmente "in casa". Unica eccezione, la partita contro il Milan del 15 marzo dove erano ben 50mila i tifosi a spingere i biancocelesti, poi vincenti per 1-0.
Al termine della partita vinta a Bergamo ai rigori, si è sollevato immediatamente il dubbio sulla presa di posizione del tifo organizzato: disertare la finale, facendo ancora più rumore oppure presenziare? Ha vinto il rispetto nei confronti di Maurizio Sarri, tecnico che ci ha sempre messo la faccia anche andando contro pubblicamente alle scelte della società. E a una squadra che nonostante lo smantellamento nel mercato di gennaio ha la grande possibilità di ribaltare la stagione. Paradossalmente grazie agli arrivi della finestra di gennaio: perché se Motta è stato l'eroe che ha parato 4 rigori su 5, Kenneth Taylor è uno dei due marcatori dal dischetto.











