Lecce-Parma 1-2, le pagelle: Pellegrino match-winner, Bernabé trascinatore, Banda rovina tutto
Risultato finale: Lecce-Parma 1-2
LECCE (a cura di Giuseppe Lenoci)
Falcone 6 - Incolpevole sull'autogol di Tiago Gabriel, si fa sorprendere dal colpo di testa di Pellegrino. Nel finale, cerca l'impresa riversandosi in area avversaria.
Ndaba 5,5 - Scelto in luogo di Gallo, fa un lavoro egregio in difesa in parità numerica. Nell'arrembaggio degli emiliani, fatica più del dovuto. Dal 77' Coulibaly sv
Tiago Gabriel 5,5 - Sfortunato in occasione dell'autogol che rimette il Parma in corsa, macchiando una prova comunque positiva.
Gaspar 4,5 - Alza un muro che regge per oltre un'ora. Poi, in inferiorità numerica, perde il contatto con la gara, prima facendosi anticipare da Pellegrino in occasione del gol e poi con un calcio gratuito che regala gli spogliatoi con qualche minuto in anticipo.
Veiga 6 - Con il passare delle giornate, accumula più esperienza in Serie A e inizia a leggere in anticipo i meccanismi difensivi.
Ramadani 6 - Solito lavoro sporco, nascosto, ma fondamentale per i suoi. In dieci, il mediano corre per tre e prova a non dare spazi agli avversari. Dal 77' Gandelman sv
Maleh 6 - Chiamato a sostituire Berisha, il centrocampista sfiora il gol del raddoppio con una bella conclusione, deviata dal palo. Dal 77' Sottil sv
Pierotti 5,5 - Meglio rispetto alle ultime uscite, è condizionato dal giallo rimediato nel primo tempo e rischia, in più di un'occasione, di rimediare il secondo. Dal 54' N'Dri 6 - Entra e fornisce subito un assist per Banda. Poi, l'inferiorità numerica lo limita.
Kaba 6 - Diventa l'ago della bilancia per tenere l'equilibrio della sua formazione ma il nervosismo accumulato nella ripresa, lo limita.
Banda 4,5 - Sembra l'uomo in più del reparto offensivo nel primo tempo, ma nella ripresa, in 60 secondi, rovina tutto. Prima non sfrutta al meglio un assist di N'Dri e, pochi secondi dopo, entra in completo ritardo su Delprato: espulso dopo la revisione al monitor del direttore di gara. Episodio che cambia l'economia della gara.
Stulic 6,5 - Confermato ancora una volta dal 1', ci mette 50 secondi per sbloccare l'incontro, rispondendo presente dopo le critiche ricevute. In dieci, lascia il campo per garantire più copertura ai suoi. Dal 65' Gallo 6 - Entra per limitare le iniziative di Oristanio. Non può fare più di quel che produce, vista anche l'inferiorità numerica.
Eusebio Di Francesco 6 - Per il suo Lecce un'altra partita con più rimpianti di altro. Gestisce al meglio la prima ora di gioco, chiudendo il Parma nella propria metà campo. Per sua sfortuna, l'intervento sconsiderato di Banda rovina tutti i piani e, in dieci, non trova la soluzione giusta per portare a casa almeno un punto. E per la prossima gara, senza tre titolari, visto il rosso nel finale a Gaspar e il giallo rimediato da Ramadani, diffidato, servirà un'impresa.
PARMA
Corvi 6 - Nulla può sul gol del Lecce, cerca di dare sicurezza al reparto sui cross dal fondo. Bene con la mani, ma anche con i piedi quando va a metterci una pezza su alcune imprecisioni dei suoi compagni fuori dall’area di rigore.
Delprato 6 - Troppo stretto quando Banda riceve per effettuare il cross in occasione del vantaggio del Lecce. Prova ad accompagnare la manovra offensiva della sua squadra con un appoggio sulla corsia destra, resiste nonostante il brutto intervento di Banda ai suoi danni.
Circati 6 - Prova a stringere Stulic nella morsa con Valenti ma sui cross che arrivano dal fondo anche lui sbanda come tutto il pacchetto difensivo. Più preciso nella seconda frazione di gara.
Valenti 5,5 - Lascia troppo spazio a Stulic per girarsi all’interno dell’area di rigore in occasione del vantaggio del Lecce. In quella posizione un attaccante non può fare quel movimento. Cerca le verticalizzazioni per Pellegrino ma sono spesso preda di Falcone.
Valeri 6 - Attento e tempestivo negli interventi difensivi dalla sua parte concede poco alla formazione salentina. Precise anche le sue diagonali per andare a chiudere sui cross che arrivano dalla corsia opposta. Scalda i guantoni a Falcone nel primo tempo.
Bernabé 7 - Viene cercato spesso dai compagni per iniziare la manovra ragionata, prova con un calcio di punizione ad impensierire Falcone che fa buone guardia. Nel secondo tempo prende per mano la squadra: prima spacca la traversa con una grandissima conclusione dalla distanza poi propizia l’autorete di Tiago Gabriel ed infine serve a Pellegrino la palla del 2-1. Meglio di così. Dall’80’ Ordonez s.v.
Keita 6 - Viene sempre raddoppiato dagli avversari, effettua diversi errori in fase di alleggerimenti che avrebbero potuto portare pericoli alla porta difesa da Corvi. Nel secondo tempo qualcosa in più anche se si limita al compitino. Dal 64’ Estevez 6 - La superiorità numerica lo facilita ma l’ingresso in campo è stato positivo.
Sorensen 5,5 - Si sgancia molto per andare al cross anche sulla corsia esterna ma viene spesso murato dagli uomini della squadra di Di Francesco. Avrebbe potuto fare di più in fase di spinta ma anche in quella di non possesso.
Oristanio 5,5 - Pochissimi i suoi spunti sulla fascia sinistra nel primo tempo. In uno di questi, dopo 40 metri palla al piede, potrebbe si fa ingolosire dalla conclusione in porta invece di servire Pellegrino ben posizionato per battere a rete. Nella ripresa fa vedere qualche buona accelerazione e colpisce palo nel finale. Dall’85’ Britschgi s.v.
Ondrejka 5,5 - Più attivo sulla fascia sinistra ma anche i suoi suggerimenti per Pellegrino non sono precisi e non portano occasioni. Nel secondo tempo, complice anche la superiorità numerica è un po' più incisivo. Dall’80’ Benedyczak s.v.
Pellegrino 7 - Non è mai facile quando Tiago Gabriel e Gaspar stringono la marcatura. Lotta e combatte con l’avversario provando a far salire la squadra e al primo pallone utile svetta di testa sul primo palo e fulmina Falcone per il gol che vale il sorpasso.
Carlos Cuesta 6,5 - Dopo un primo tempo in affanno, la sua squadra rientra in campo con il piglio giusto. Innegabile però come la superiorità numerica abbia spostato l’ago della bilancia in favore della sua squadra che, trascinata da un super Bernabé, conquista tre punti d’oro in uno scontro diretto per non retrocedere.











