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Fiorentina, Italiano: "Vlahovic? Spero che lo stadio ci sostenga per 90 minuti"

LIVE TMW - Fiorentina, Italiano: "Vlahovic? Spero che lo stadio ci sostenga per 90 minuti"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 23 ottobre 2021 09:59Serie A
di Pietro Lazzerini
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In vista della partita di domani contro il Cagliari, tra pochi minuti il tecnico della Fiorentina Vincenzo Italiano interverrà in conferenza stampa per presentare la sfida del Franchi in programma domani alle ore 15.

9.29 - Inizia la conferenza stampa.

C'è da mettere in conto qualche alto e basso come in questa settimana?
"Penso di sì, perché non esistono realtà senza alti e bassi. Li stiamo incontrando anche noi, soprattutto perché quando si è in costruzione poteva capitare. Io sapevo quali difficoltà potevamo incontrare in una partita come quella contro il Venezia. Siamo ancora una volta in trasferta a tenere il pallino del gioco ma dopo 8 giornate è difficile essere tutti perfetti. Ci sono stati tanti cambi in panchina e sono in poche le squadre che hanno la perfezione. Noi la ricerchiamo, stiamo cercando di avere un'identità e di proporre qualcosa di diverso migliorando da tutti i punti di vista ciò che è stato fatto negli anni scorsi. Siamo in linea con questi programmi. Io sono arrabbiatissimo, deluso, lo sanno anche i ragazzi. Avessimo ottenuto bottino pieno potevamo vivere una settimana con una classifica strepitosa ma questo non è accaduto. Non ci dobbiamo abbattere né deprimere. Già da domani dobbiamo reagire, cercando sempre di lavorare portando avanti la nostra idea di gioco sfruttando la partita casalinga. Io vedo una crescita importante soprattutto dal punto di vista del pallino del gioco che teniamo ovunque andiamo".

La preoccupa più il pubblico che potrebbe contestare Vlahovic o i pochi gol segnati?
"La vicenda Vlahovic per quanto riguarda tra lui e le sue vicende personali, non voglio più parlarne. Per quanto riguarda le sue prestazioni, dobbiamo cercare di dargli una grossa mano per metterlo in condizione di ricevere più palloni e penso che si possa fare. Mi auguro che lo stadio sia dalla parte della squadra per i 90 minuti. Ogni tifoseria penso che debba avere la capacità di spingere per tutta la partita, poi se alla fine non si apprezza, chiuso il sipario si fa come a teatro e si dice ciò che si vuole. La squadra in questo momento approccia bene la partita, ma non basta avere il pallino di gioco in mano. Bisogna cercare di fare gol e creare situazioni pericolose sotto porta e allora si parla di dominio. Dobbiamo migliorare nella consapevolezza: in 20 situazioni che ho contato, se hai il guizzo vincente si può mettere dentro palloni importanti. Sono convinto che ci sbloccheremo perché basta solo avere quel pizzico di consapevolezza in più".

Come può fare questa squadra a non essere troppo Vlahovic dipendente?
"Bisogna arrivare con più ferocia dentro l'area di rigore. Bisogna avere delle letture importanti. Il guizzo la giocata e l'istinto di far gol che devono avere gli attaccanti è importante. Una squadra che gioca con tre attaccanti non può dipendere solo dalla punta. La Fiorentina gioca con tanta gente che accompagna l'azione. Quando ho detto che dovevamo attaccare benissimo, sono ancora di quel parere lì. Dobbiamo avere quella voglia di incidere e di sbloccare o indirizzare le partite. Fare un gol rispetto agli altri è la strada per vincere. Cerchiamo di essere una Fiorentina che fa paura a tutti. Penso che chiunque ci ha battuto ha perso molto sudore per vincere".

Il recupero di Castrovilli e Nico Gonzalez quanto può essere importante?
"Ognuno ha le proprie caratteristiche. Quelle di Castrovilli ci sono mancate per il suo cambio passo palla al piede che è una caratteristica unica. Questa settimana torna a disposizione dopo la prima settimana di lavoro. Caratteristiche che ha anche Nico Gonzalez, che sono convinto che abbia più gol nelle proprie corde. Sa colpire di testa anche, che non è una caratteristica da poco. Kokorin sta ancora male e non lo recuperiamo. Perdiamo Pulgar ma per il resto sono quelli che in 8 giornate hanno fatto vedere ottime cose. È presto però, solo dopo 15 partite si può capire quali obiettivi si possono raggiungere o la nostra crescita. Quello che volevamo ottenere, in termini di identità e di organizzazione, lo stiamo ottenendo. Poi manca la ciliegina, la decorazione come dico io. Ma la base per un cambiamento, l'abbiamo buttata e sta a noi ornarla per bene".

Come si affronta il Cagliari?
"Vedendo il Cagliari, vedo una squadra con giocatori di grande esperienza cominciando da dietro con Godin e Cacerese ma anche con giocatori di talento con Nandez o Keita. In questa categoria può ottenere tanto. Arrivano da una vittoria a differenza nostra. Arrivano con carica ed entusiasmo. Molto pericolosa quando riparte. Ci aspetta una partita dove dobbiamo percepire il pericolo quando non abbiamo la palla. Ci vorrà molta pazienza e cercando il momento giusto per attaccare. Meglio tenere la palla tra i piedi e concedere il meno possibile visto che quando concediamo qualcosa puntualmente veniamo puniti".

Fare gol ed essere incisivi fa parte dell'identità o dell'organizzazione della squadra?
"Penso che il fatto di avere tutte queste situazioni offensive quella è la nostra idea. Quando si arriva lì davanti bisogna che a livello individuale ci sia qualcosa di magico dentro a qualsiasi giocatore. Se si vuole cercare di avere indirizzate le partite, serve velenosità davanti e voglia e determinazione a cercare di cambiare l'atteggiamento degli avversari. Se tu inizi subito a rompere i break degli avversari, la partita può cambiare in corsa anche per il modo di andare a vincere. Tutto cambia con la determinazione degli ultimi 16 metri, dove si può conquistare anche una punizione, un rigore o un'ammonizione. Ci sono momenti in cui tutto sembra un po' rallentato e macchinoso ma da un momento all'altro esplode tutto e io non vedo l'ora di vedere questo. mai negli anni precedenti si è vista a Firenze una squadra cn questo atteggiamento e sono contento di questo perché non è facile cambiare questo approccio dopo qualche anno. Ci sta mancando qualche gol anche dei difensori, la fase offensiva riguarda tutti. Nella casella gol fatti ci devono rientrare tutti, non mi soffermo solo sulla punta perché così non andrebbe bene".

Qualche nervosismo in più dovuto alla mancanza di risultato contro il Venezia?
"Anche lì è una crescita di una squadra che vuole ottenere qualcosa di importante. Ho sempre detto che le squadre che arrivano a ottenere risultati al di sopra delle aspettative sono quelle che hanno la capacità di cambiare le partite o di rimontare. A parte Roma non siamo riusciti ad avere questo tipo di reazioni che dobbiamo avere. Contro il Venezia nei primi 36 minuti non abbiamo concesso niente, poi abbiamo avuto qualche sbandamento. Sto vedendo tante partite dopo le squadre si chiudono come nei 20 minuti iniziali nel secondo tempo. Alla fine abbiamo provato a segnare, ed è quella la reazione, con maggiore intraprendenza anche dei singoli. Poi di nervosismo penso che qualche battibecco o situazione dove c'è qualche incomprensione capita a tutte le squadre. Io ne ho avute mille a partita di discussioni, significa avere voglia di vincere".

Bonaventura è un po' in calo?
"Qua rientriamo nel discorso degli alti e bassi. Nessuna realtà anche a livello individuale ne è esente. Sapete l'importanza che ha in squadra, per la sua intelligenza, per come lavora e si smarca. Penso che se uno si deve soffermare in ogni singola gara è difficile, stava iniziando a fare gol e assist. Adesso sono due partite che non riesce a incidere ma penso che sia un momento dove capirà anche lui che se sta sbagliando qualcosa va sistemato ma può capitare che nelle partite successive torni ad avere quel verve e quello spunto come accaduto a Genova. Quella è stata la nostra migliore partita. Vorrei vedere sempre quel tipo di prestazione".

Poca densità in area di rigore?
"Amrabat è difficile che possa arrivare in area. In una descrizione generale hai ragione quando dici che le mezzali devono andare a riempire l'area, soprattutto l'opposto rispetto alla palla. Lì rientra anche il discorso dell'essere più incisivi e convinti di andare a far male. Tanti cross mettiamo dentro l'area e dunque dobbiamo entrare di più. Le nostre mezzali devono entrare per supportare gli attaccanti. I gol li pretendo da tutti e quando arrivano questo tipo di palloni dentro, è un peccato non entrare nel modo giusto. Anche la rifinitura e l'assistenza deve migliorare".

Continuerà a lasciare fuori i giocatori che partono con le rispettive Nazionali?
"Su questa domanda qua penso che gli undici che sono andati in campo, a parte Amrabat, sono gli stessi che hanno vinto a Bergamo. Grande fiducia negli undici che sono andati in campo l'altro giorno perché hanno battuto una delle squadre più forti. I ragazzi quando tornano dalla Nazionale arrivano in condizioni pessime. Chi non dorme, chi soffre il fuso, chi gioca tre partite. Sono valutazioni fatte per il bene della squadra. Chi è andato in campo si tratta di un undici che ha battuto l'Atalanta. Ci sono momenti nelle partite, che prendono pieghe diverse. Sono un po' deluso e arrabbiato per non aver migliorato la classifica perché anche a me piace sognare. Se avessimo vinto la classifica sarebbe stata bellissima ma possiamo migliorare ancora. Però dobbiamo percepire il pericolo che ora si chiama Cagliari. Se pensiamo di essere belli perché gestiamo le partite, ne vinciamo poco. Dobbiamo essere anche provinciali e questo potrebbe permetterci di ottenere qualche punto in più. Del percorso fatto fin qui non posso essere altro che contento".

9.59 - Termina qui la conferenza stampa.

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