Lucumí-Bologna, è braccio di ferro. Intanto con il Como tocca ad Heggem

Il caso Lucumí continua a tenere banco in casa Bologna. Il difensore colombiano, ormai deciso a sposare il progetto del Sunderland, ha manifestato apertamente la volontà di lasciare l’Emilia per approdare in Premier League. Una scelta che non trova d’accordo la dirigenza rossoblù, intenzionata a blindarlo almeno fino al termine della stagione (nonostante l'offerta da 28 milioni più il 10% sulla futura rivendita).
Il club felsineo, infatti, non vuole privarsi di un perno difensivo con il mercato praticamente agli sgoccioli e senza avere in mano un sostituto (Mohammed Salisu, ghanese 26enne del Monaco ha detto no al Bologna), convinto che il giocatore resti un tassello fondamentale nello scacchiere di Vincenzo Italiano. Ma la situazione resta tesa: Lucumí ed il suo entourage spingono per la cessione facendo leva su un patto non scritto che era stato stipulato con la società per lasciar partire il giocatore in estate, il Bologna resiste e dal canto suo fa valere le sue ragioni perché la clausola per liberare il colombiano non è stata esercitata. Il dialogo tra le parti sembra ormai essersi trasformato in un braccio di ferro.
Nel frattempo, il campo chiama. Domani alle 18.30, al Dall’Ara, i rossoblù ospiteranno il Como di Cesc Fàbregas. Sarà una sfida dal sapore particolare: oltre alle insidie di un avversario in crescita, i riflettori saranno puntati sul sempre più probabile debutto di Torbjørn Heggem, pronto a partire titolare accanto a Vitik al centro della difesa.
Un battesimo di fuoco per il norvegese, chiamato subito a dare solidità a un reparto che rischia di vivere settimane turbolente. Per il Bologna sarà l’occasione di capire se le tensioni extracampo resteranno fuori dallo spogliatoio o se la vicenda Lucumí finirà per pesare anche sul rendimento della squadra.
