Malagò: "Le richieste della Serie A? Non tutti la vedono allo stesso modo". Oggi pochi temi concreti
Tanti confronti, pochi contenuti. Giovanni Malagò, indicato dalla Lega Calcio Serie A come candidato per le prossime elezioni alla presidenza della FIGC, ha incontrato oggi i club del massimo campionato. Nella conferenza stampa successiva ha parlato così delle richieste della Serie A: “Farei un torto, ognuno ha considerazioni diverse. È facile dire aumentiamo i ricavi e tagliamo i costi, senza la certezza di avere un risultato sportivo all'altezza della storia del nostro Paese. Potremmo parlare all'infinito, è un lavoro che penso si debba fare con chi ha la competenza normativa: alcune situazioni sono specifiche del mondo endofederale, altre richiedono il supporto di chi ha oneri e onori legislativi".
Tra i temi, anche quello legato alle modalità per incentivare l’impiego di italiani: “Io ne ho parlato oggi. Però se qui dico mezza parola di più e mezza di meno già dico che ci sono società che la vedono in un modo e altre in un altro. So che è cruciale, però va trovato un punto di caduta: bisogna partire dal presupposto che, eletto il 22 giugno, non puoi intervenire sulla stagione 26/27. Puoi farlo solo sulla seconda stagione di gestione. Basta guardare altri sport, professionistici o no (ride, ndr) e capirlo".
Di fatto, nell’assemblea di oggi, Malagò non ha parlato di aspetti concreti. Molti sono stati sollevati dalle singole società, ma l’ex numero uno del CONI si è soffermato soprattutto su un discorso più “alto”: prima di entrare nel concreto, del resto, vuole capire che sfida dovrà affrontare. E, soprattutto, chiede a chi lo candida di realizzare che non tutto sarà possibile, in appena due anni di presidenza federale: nel 2028, infatti, si tornerà a votare, in concomitanza con la fine del quadriennio olimpico. Discorso diverso, ovviamente, sarebbe partire oggi con l’obiettivo di una conferma per un periodo di più lungo respiro.











